«L'embrione è vita umana»

IVREA. Attaccati da entrambi i fronti, quello del sì e quello del no, per la loro scelta di astenersi dalla consultazione. La loro posizione viene definita illegittima, priva di responsabilità, di scarso senso civico. Massimo Campanale, noto avvocato eporediese, ribatte punto per punto alle critiche piovute sui sostenitori dell'astensione durante questa campagna elettorale dai toni sin troppo aspri. «L'astensione non è disimpegno - spiega Campanale -. Lo dimostra il fatto che in questi mesi abbiamo coinvolto moltissime persone sul tema della legge 40».
L'avvocato Massimo Campanale spiega che è la stessa costituzione a legittimare la scelta dell'astensione.
«Se l'articolo 48 parla di dovere civico - dice l'avvocato - questo non deve indurci a credere che il voto sia obbligatorio. In realtà, la costituzione rifiuta l'obbligatorietà del voto in quanto espressione della libera manifestazione del pensiero. L'ordinamento non prevede nessuna sanzione rispetto al mancato esercizio del voto. Inoltre, l'articolo 75 che istituisce il referendum prevede un doppio quorum, quello funzionale e quello formale». «La consultazione referendaria - continua Campanale - è valida se alle urne si reca il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto. Insomma, giuridicamente l'astensione è più che legittima». Sul piano formale, poi, Campanale spiega che è giusto non pretendere dai cittadini una scelta drastica tra il sì e il no su una materia così delicata come quella della fecondazione in vitro. «Su temi così complessi l'astensione è una manifestazione di volontà, è indice reale di civismo - afferma l'avvocato -. Chi non si reca alle urne rimanda la questione sottoposta al referendum nelle sedi istituzionali più appropriate».
Entrando nel merito dei quesiti proposti dai quattro referendum, Campanale spiega che, se fosse abolito l'articolo 1 della legge 40 del 2004, si introdurrebbe un'arbitraria discriminazione tra esseri umani in base ai tempi del loro sviluppo. «L'attuale legge sancisce l'equivalenza del diritto tra l'embrione e l'essere umano - afferma Campanale -. Abolirla significa capovolgere l'imperativo morale che impone il massimo del rispetto a coloro che non hanno voce, e qui parlo dell'embrione, per esprimere la loro intrinseca dignità. Dico questo sulla base delle evidenze scientifiche». Per Campanale non ci sono dubbi che l'embrione sia un essere umano unico e irripetibile, in quanto contiene in sè il dna. «L'uomo - conclude Camapanale - deve essere consideratao come fine e non come mezzo».
Vincenzo Iorio