Anche ad Ivrea il ‘Memorial day' in ricordo dei caduti vittime di mafia

IVREA.Celebrato con la massima solennità, venerdì scorso, il Memorial Day 2005 in ricordo dei caduti e degli eroi vittime della criminalità nel compimento del proprio dovere. L'iniziativa, voluta dal sindacato autonomo di polizia (S.A.P.) e dall'associazione Vittime della Criminalità vuole commemorare la strage di Capaci (23 maggio 1992, ore 17,58) in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e 5 uomini della scorta. Lo scopo della manifestazione è quello di rafforzare i valori etici e i legami tra società civile e istituzioni.
La cerimonia di venerdì ha avuto inizio presso l'aula grande del tribunale di Ivrea, presenti le massime autorità: tra gli altri, il questore Rodolfo Poli, il presidente del tribunale Aniello Mosca, il procuratore Giorgio Vitari, il presidente degli avvocati Benni, il dirigente del commissariato Paolo Piccioli, rappresentanti delle forze dell'ordine e associazioni dei Carabinieri e Polizia di Stato.
Dopo la cerimonia di accensione e benedezione della fiaccola della pace, da parte di don Emiliano (parroco di Cascinette), è partito da via dei Patrioti, alla volta di Pont Saint Martin, un gruppo di 18 podisti. Il drappello di atleti è stato scortato da due motociclisti della Polstrada.
Nei pressi della caserma della Polstrada (dove è stato ricordato il sacrificio dell'agente di pubblica sicurezza Giuseppe Iorio) i podisti hanno incontrato un gruppo di ciclisti (tutti appertenenti alla polizia di stato) che, scendendo da da Aosta, erano diretti a Capaci, nel Palermitano, dove, nella giornata di lunedì 23, si è celebrata la cerimonia in ricordo della strage.
«Il Memorial Day - spiega Antonio Ardillo segretario della sezione eporediese del S.A.P. - non vuole solo essere un momento celebrativo. E' l'occasione per non dimenticare, ma ancora non basta: ciò che è successo il 23 maggio del 1992 deve far riflettere, scuotere le coscenze civili, affinchè tutti si adoperino perchè delitti efferati come la strage di Capaci non avvengano mai più». (ma.be.)