Cuorgnè, attesa per la sfida tra i cavalieri
CUORGNE'. Ci siamo. Il Torneo di Maggio vive le ore frenetiche della vigilia. E' vero, domani apriranno le bettole, sabato ci sarà la sfilata in notturna, ma l'attenzione, di tutti, è concentrata sull' avvenimento che si consumerà domenica sul campo di gara del Ponte Vecchio. Le emozioni, quelle vere, sono infatti legate al torneo equestre, quello che determinerà la supremazia di un borgo sull'altro o regalerà, come già avvenuto in passato, l'onta del vedere la spada di Arduino migrare per altre terre.
Dietro le mura romane, nel prato che lambisce l'Orco, i cavalli nervosi sembrano presagire ciò che loro spetta in quella manciata di secondi che li vedrà protagonisti assoluti sull'otto maledetto.
Le storie del Torneo sono piene di episodi struggenti legate alla corsa del saraceno. C'è stato un anno che un cavallo stramazzò al suolo e venne curato sul posto, a lungo, prima di essere portato via con un mezzo di soccorso per animali. Morì, e si seppe dopo, ma quando lasciò il campo di gara del Ponte Vecchio gli venne tributato uno degli applausi più lungo che il Torneo ricordi.
Ci siamo, si diceva. Il sorteggio è stato effettuato domenica scorsa e i mugugni si sprecano. In assenza di Christian Milano, plurivincitore in passato, la rosa dei favoritissimi è ristretta a due: Denis Brachet, trionfatore l'anno passato per il gruppo ospite di Valperga che non è stato sorteggiato e non difenderà, dunque, il trofeo vinto nel 2004, e Sergio Borello, il recordman assoluto del Torneo, con tre affermazioni. Bene. Brachet è stato abbinato allo sconosciuto gruppo ospite di Monastero di Vasco (provincia di Cuneo), per la prima volta a Cuorgnè, mentre Borello ancora una volta sarà il portabandiera dei Ronchi San Bernardo e Maddalena, per il quale vinse due volte consecutivamente, nel 2001 e nel 2002. Entusiasmo alle stelle nel borgo collinare e maretta altrove, soprattutto in San Giovanni, che Borello l'ebbe lo scorso anno, ma non fruttò la vittoria che mancava da 16 anni.
Ma vediamo, insieme, la "griglia" dei partenti. La prima sfida sarà una competizione fratricida tra San Rocco e San Luigi. La seconda vedrà di fronte Genova e Castellamonte. Nella terza se la giocheranno San Giovanni e Monastero di Vasco. La quarta vedrà opposti Ronchi e Ivrea. La quinta metterà l'uno contro l'altro Sant'Anna e Rivara. La sesta ed ultima delle fasi eliminatorie vedrà confrontarsi Bard e il borgo di San Faustino.
Per tutti i cavalieri è un'occasione straordinaria di misurarsi, ma lo è in particolare proprio per Sergio Borello, segnato recentemente da un grave lutto familiare: la perdita del figlio primogenito, Mario, anch'egli cavaliere, che soltanto due anni fa, dopo aver battuto il padre in un'incredibile, semifinale, venne sconfitto nella finalissima da Denis Brachet. Sergio Borello non avrebbe voluto correre quest'anno, ma l'affetto del borgo che l'adottato, i Ronchi, l'hanno convinto a rimettersi in gioco.
Facendo un passo indietro, dei molti eventi del Torneo magnifica è risultata domenica scorsa la giornata delle "Gargiuliadi", ovvero i giochi beoni dell'era moderna. Gran pubblico, nel centro storico, ad assistere agli spettacoli che hanno animato l'intero pomeriggio. Strepitosa la performance delle masche e dello stregone e bravi i borghi nell'omaggio a due reali sorridenti e divertiti. Gran pubblico, soprattutto di famiglie. E in serata, pienone anche per le suggestive atmosfere dell'anno Mille con "Elegantia". Una giornata perfetta. Da incorniciare. Una festa.
Mauro Michelotti