Tarsu modificata, ma dal 2006

CHIVASSO. La Tarsu non si può toccare. Almeno non quest'anno. Questa è la conclusione a cui i partiti di maggioranza sono giunti dopo il tanto discutere di questi mesi. Le proteste di alcuni consiglieri e assessori sono state prese in considerazione nella misura in cui i tre partiti di maggioranza hanno deciso di presentare nel prossimo consiglio comunale un ordine del giorno che impegna sindaco e giunta ad apportare modifiche nel regolamento per il 2006.
Chi sperava in correttivi per l'anno in corso rimarrà deluso ma An, Forza Italia e Udc si dichiarano soddisfatti dell'accordo raggiunto. «Risultato migliore di questo non si trova», parola di Mario Rivetti, di Forza Italia. Tutti i partecipanti alla conferenza stampa di presentazione dell'ordine del giorno hanno sottoscritto bontà e inevitabilità dell'operazione, che ha radici nella sollevazione di popolo che un anno fa coinvolse in primis le frazioni. «Ho sentito dai cittadini rilievi sulla difficoltà di comprendere come determinati tipi di locali che non producono molti rifiuti siano computati ai fini tassativi», premette il sindaco Fluttero, tirando in ballo la questione saliente, delle pertinenze che oggi concorrono a comporre la superficie abitativa su cui si calcola la tassa. L'applicazione della Tarsu è basata su una tariffa al metro quadro correlata a quantità e qualità media ordinaria dei rifiuti prodotti da ogni utenza su un metro quadrato di superficie e quindi le tariffe riferite alle abitazioni ed alle pertinenze sono tariffe medie.
Il problema si pone in quei casi in cui le pertinenze costituiscono una percentuale più elevata rispetto alla media, facendo così lievitare la superficie totale e di conseguenza la cifra da pagare. Se a questo si aggiunge il rincaro esponenziale subito dal costo di smaltimento e trasporto rifiuti, che in base alla legge deve sempre più essere coperto dagli utenti, si comprende facilmente che in alcuni casi l'importo sia notevole. L'impossibilità di applicare altri criteri di ripartizione delle spese sta nel fatto, spiegano gli amministratori, che sino ad oggi non era presente una banca dati in cui il valore della abitazione e delle pertinenze fossero disaggregate. «Grazie al lavoro di aggiornamento ottenuto mediante l'invio di questionari a tutti i titolari di utenze domestiche del territorio nei prossimi mesi l'amministrazione potrà avere a disposizione dati disaggregati», si legge nell'ordine del giorno «indicazioni per la equa applicazione della Tarsu». Da una prima analisi dei dati parziali acquisiti, emerge che nel nostro territorio l'incidenza media della superficie delle pertinenze su quella dell'intero complesso abitativo oscilla tra 20 e 25 % e che circa il 15 % delle utenze supererebbe questa media, risultando anomala. «Questo potrebbe comportare una distribuzione dei costi del servizio sulle utenze non propriamente equo - commentano i sottoscrittori -. Riteniamo opportuno che quando l'aggiornamento della banca dati sarà completo, si giunga ad una definizione della tariffa più coerente con le caratteristiche delle utenze».
Si tratta di un'operazione che sino a che i dati non saranno tutti in possesso degli uffici non potrà avere luogo. Con l'inizio del 2006 si apriranno così due prospettive: nel caso si passi a tariffa, l'esecutivo dovrà predisporre un regolamento in grado di tenere conto della presenza di utenze con pertinenze anomale e della esigenza di diversificare la tariffa «in funzione delle diverse caratteristiche dell'erogazione del servizio per zona e dell'entità dei costi di gestione per garantire equità e imparzialità».
In caso di ulteriore slittamento del passaggio da tassa a tariffa sarà compito di sindaco e giunta predisporre delle modifiche all'attuale regolamento, introducendo un correttivo tramite il meccanismo dell'agevolazione o della creazione di sottocategorie. «Ringrazio l'esecutivo per il lavoro svolto - afferma Massimo Giovannini, che in questi mesi ha fortemente sollecitato un intervento in merito».
Silvia Alberto