A ‘Casa Rapelli', dieci posti a rischio
FRASSINETTO.Dieci posti di lavoro in meno. Numerosi anziani obbligati a traslocare in un'altra struttura e in un altro paese. E' quanto potrebbe accadere, se non si porrà rimedio alla situazione in cui si trova "Casa Rapelli" di Frassinetto, la residenza per anziani che potrebbe chiudere i battenti entro breve tempo.
Riaperta nel 1997 dalla Società Giovannea di Torino, per ospitare gli anziani dell'Ospedale di Pont allora in ristrutturazione, ha continuato la sua attività anche dopo che questi erano rientrati nel centro di fondovalle, accogliendo altri anziani autosufficienti, ma ora si trova in difficoltà.
A richiamare l'attenzione sul problema sono la direttrice della struttura, Mariangela Manzone, ed il sindaco, Bartolomeo Truffa, preoccupati per il futuro degli anziani ospiti, ma anche per quello dell'economia locale. Per un piccolo comune montano come Frassinetto, in effetti, la perdita di dieci posti di lavoro (cinque a tempo pieno e due part time) avrebbe gravi conseguenze. «Porterebbe ad un ulteriore spopolamento, altre famiglie lascerebbero il paese - rileva Truffa - spero che la situazione si risolva per il bene di tutti».
Il problema è esploso nelle scorse settimane, quando il Ciss 38 ha comunicato che non intenderebbe più rinnovare la convenzione, in scadenza il 31 maggio, per tutti i venti posti letto della struttura, come avvenuto finora, ma solo per quelli occupati attualmente.
«Adesso abbiamo solo sedici ospiti e a questo punto diventa vitale per noi arrivare a venti - spiega la direttrice - diversamente non riusciremo a far quadrare il bilancio».
«Per gli anziani che risiedono qui e che per la maggior parte sono della zona, sarebbe un dramma dover lasciare Frassinetto - afferma l'infermiera Maria Trapasso - tutti dicono di trovarsi bene, come in una grande famiglia, ognuno di loro è seguito con affetto da tutto il personale».
E gli ospiti della casa di riposo confermano: «Oltre al trattamento famigliare - affermano - il clima e la posizione panoramica di Frassinetto consentono davvero un soggiorno piacevole».
Perché, dunque, rimangono dei posti vuoti? Per il Ciss 38, la retta (circa 44 euro giornaliere) di Casa Rapelli non sarebbe più sostenibile. «E' vero, vi sono strutture che hanno rette inferiori, ma la nostra comprende tutti i servizi, e bisogna tener conto che tutto il nostro personale è regolarmente assunto - spiega Mariangela Manzone - inoltre, è possibile soggiornare da noi solo per il periodo invernale, come fa qualcuno dei nostri attuali ospiti, oppure per un periodo di convalescenza o anche solo per un mese d'estate».
Nei giorni scorsi il sindaco ha esposto il problema ai dirigenti del Ciss 38 e della Comunità montana Valli Orco e Soana, ma la congiuntura finanziaria di questi tempi pare non lasci intravedere altra soluzione che un aumento di utenti della struttura, oppure una diminuzione del numero dei dipendenti. (o.d.p.)