‘Salvaguardiamo la memoria della Liberazione'
IVREA.Per salvare la memoria della Liberazione e soprattutto perchè non si corra il rischio di mettere sullo stesso piano i partigiani e i miliziani della Repubblica Sociale Italiana, il capogruppo consiliare della Margherita, Paola Oberto, ha inviato una mozione al presidente del Consiglio, da discutere nella prossima riunione. Oberto fa riferimento al disegno parlamentare presentato al Senato nel maggio 2003, avente per oggetto il riconoscimento della qualifica di militari belligeranti a quanti prestarono servizio militare dal 1943 al 1945 nell'esercito della Repubblica Sociale Italiana. Il 19 maggio 2004 la Commissione Difesa del Senato ha approvato in sede referente tale legge.
"L'Italia repubblicana con la sua Costituzione e Istituzioni nasce e si riconosce nel sacrificio di quanti lottarono anche a prezzo della vita e della libertà personale contro l'esercito invasore nazista e contro la dittatura fascista - precisa Oberto -. Il decreto legislativo del 27 luglio 1944 n.159 dettava chiare norme incriminatrici per quanti collaboravano con il tedesco invasore, pertanto i cittadini italiani comunque militarmente inquadrati, che abbiano prestato aiuto militare al nemico o aiuto al nemico nei suoi disegni politici sono stati ritenuti responsabili di reati puniti dal Codice militare di guerra".
"I suddetti cittadini - rimarca il capogruppo della Margherita - da considerare ribelli nei confronti dello Stato legittimo, non possono quindi essere equiparati, in qualunque modo, a coloro che combatterono per la libertà e la dignità dell'Italia".
Nella mozione Oberto fa notare che Ivrea si onora di ricordare nelle vie e nelle piazze principali chi diede la vita, nelle formazioni partigiane, per la liberazione del Paese e morirono in Canavese. "Oggi appare in tutta chiarezza la volontà politica dell'attuale maggioranza di governo - scrive la capogruppo - di voler rimuovere la memoria della Liberazione, anche sacrificando i fondi per le associazioni partigiane e ridare legittimità al regime fascista tramite una falsa opera di pacificazione nazionale, che mette sullo stesso piano partigiani e miliziani e cioè i partigiani e le forze militari italiane che combatterono a fianco delle truppe alleate, per costruire un'Italia unita, democratica, libera e indipendente e coloro che non solo non rinnegarono gli obiettivi politici ed ideologici della dittatura fascista ma ritennero di poter condividere la visione hitleriana e razzista dell'Ordine nuovo nazista e combatterono spesso agli ordini dei comandi tedeschi, partecipando a stragi efferate di partigiani e di civili inermi e all'orrore imperituro della Shoah".
Per tutte queste ragioni, chiare e documentate, Paola Oberto sollecita il sindaco "a sensibilizzare e mobilitare le forze politiche, sociali e associative della città perché manifestino contro tale disegno di legge e si facciano promotrici di un appello in tal senso al Presidente della Repubblica che è e rimane il depositario della salvaguardia dei valori della Repubblica nata dall'antifascismo".