Ovunque cortei, libri, cerimonie

CUORGNE'. Numerose, e tutte molto seguite, anche in Alto Canavese, le cerimonie di commemorazione del 25 Aprile, 60º anniversario della Liberazione. Ovunque presentazione di libri, convegni, cortei e deposizione di corone d'alloro ai monumenti dei caduti.
"Giovanni Luigi Braggio medico, partigiano e sindaco" e "Renato Bazzarone. Il partigiano Bill": si tratta di due interessanti pubblicazioni, realizzate a cura della Federazione del Canavese e dell'Unione Comunale di Cuorgnè dei Ds, dedicate a due protagonisti della Resistenza canavesana. Le pubblicazioni sono state presentate nel corso di un convegno, sabato scorso, presso l'ex chiesa della Trinità di via Milite, inserito nell' ambito delle celebrazioni per il 60º della Liberazione. All'incontro sono intervenute le figlie di Giovanni Luigi Braggio, Maria Pina, e di Renato Bazzarone, Mirella, che hanno dato un notevole apporto alla stesura degli opuscoli, nonché lo storico Gianni Cimalando, docente al liceo "Gramsci" di Ivrea e consigliere comunale eporediese dei Ds. «Queste due pubblicazioni nascono da un nostro progetto in collaborazione con l'Anpi e si è voluto presentarle dopo le elezioni per evitare strumentalizzazioni politiche - spiega il segretario Matteo Fanciulli -. Vogliamo ricordare queste due figure, due simboli accomunati dal fatto che furono partigiani scesi in campo per ridare libertà alla nazione e dopo aver deposto le armi si sono seduti attorno ad un tavolo per discutere, confrontarsi, assumendo l'impegno di sindaco».
Gli opuscoli verranno inviati ai comuni della zona ed alle scuole con l'invito ad inserirli nelle rispettive biblioteche, per dare l'opportunità, in modo particolare alle più giovani generazioni, di conoscere tali figure. Le pubblicazioni su Giovanni Luigi Braggio, sindaco di Cuorgnè dal 1960 al 1966, e Renato Bazzarone, primo cittadino di Alpette dal 1957 al 1961, possono essere ritirate il giovedì mattina dalle 9 alle 12 nella sede Ds di via Garibaldi 27 a Cuorgnè.
La manifestazione per il 25 Aprile è proseguita poi lunedì con la deposizione di corona d'alloro al Campo della Gloria e al monumento dei Caduti di Piazza Risorgimento. (c.c.)

RIVAROLO.«Rivarolo non è stata insignita di alcuna medaglia al valor militare, ma è uno dei pochi comuni canavesani dove non è mai stata costruita la Casa del Fascio». Lo ha ricordato l'ex sindaco Riccardo Poletto durante la serata alla sala Peila, giovedì scorso, che ha aperto idealmente le celebrazioni per il 60º anniversario della Liberazione. Un 25 Aprile d'altri tempi in città, con una partecipazione straordinaria agli eventi vissuti sull'asse Anpi - amministrazione comunale. Un prologo, per la verità grazie ai gruppi di minoranza "Laboratorio Insieme" e "Vivi Rivarolo", si era già avuto in marzo con il manifesto che ricordava l'eccidio di Argentera. Lo stesso "Laboratorio", con l'Associazione partigiani e il Centro Rete del Canavese del progetto "La memoria delle Alpi" ha organizzato la due giorni delle "Storie rivarolesi della Liberazione" e di "Tra storia e memoria: i luoghi della Resistenza in Canavese", che hanno fatto il tutto esaurito alla sala Peila, come detto, e alla sala Lux, nella giornata di sabato. Toccanti le testimonianze, i ricordi che hanno reso la memoria personale degli eventi memoria collettiva, e impressionante, davvero, la risposta, soprattutto di giovani (sabato sono state le scuole a gremire il Lux). La manifestazione istituzionale è andata in scena lunedì con un copione già collaudato, ma la novità, voluta dal sindaco Fabrizio Bertot, della commemorazione ufficiale affidata ad un altro primo cittadino, Domenico Rostagno, ha funzionato. L'ex sindaco si è profuso in una relazione lucida, vigorosa, attenta e al tempo stesso emozionata ed emozionante.
Commozione anche alle parole di Dante Meaglia, medaglia d'argento al valor militare. Nel complesso, una bella dimostrazione di unità tra le diverse componenti politiche anche se, forse, è mancata la ciliegina sulla torta. Nel palinsesto della Banda, e non certo per scelta dei musici, non figurava "Bella ciao". Forse, a un'amministrazione di destra, era chiedere davvero troppo. (m.mi.)

VALPERGA.Sessantesimo della Liberazione nel segno delle giovani generazioni a Valperga. Nella mattinata di lunedì 25 aprile, presso l'auditorium delle scuole medie, si è tenuta la cerimonia di premiazione degli alunni delle scuole elementari e medie di Valperga e Pertusio vincitori del 2º Concorso Artistico e Letterario su temi legati alla Resistenza, organizzato dalla sezione Anpi Valperga-Pertusio con il patrocinio dei due comuni altocanavesani. Si sono classificate ex aequo le classi quinta A e B della scuola elementare "A.Gays" di Valperga, che si sono piazzate davanti alla quarta ed alla quinta della scuola elementare di Pertusio. Passando alle medie inferiori, il primo premio è andato alla classe seconda H della scuola media "A. Arnulfi" di Valperga; il secondo premio è stato assegnato a Samantha Romeo, allieva della medesima classe ed il terzo è stato conferito a Federica Pili, studentessa della classe terza G. I premi consistevano in buoni spesa per materiale didattico, oltre ad una pergamena e ai volumi di Guido Novaria e Giampiero Paviolo, "A un passo dalla libertà", e "L'Agnese va a morire" di Renata Viganò. Tutti i ragazzi hanno scelto di raccontare episodi e fatti svoltisi nelle nostre zone durante l'occupazione nazifascista ricavati da interviste a testimoni diretti.
Gli organizzatori della riuscita iniziativa, inoltre, desiderano esprimere un ringraziamento particolare agli intervistati: da "Rabain" a Ezio Novascone, a Martina Crestodina e tanti altri.
Nel pomeriggio, alla Società di Gallenca, si è tenuta la commemorazione ufficiale di chiusura della manifestazione per il 60º anniversario della Liberazione con deposizione della corona d'alloro. Oratore, l'ex parlamentare Giuseppe Niedda. (c.c.)

FAVRIA.Antonio Costantino, Roberto Dagasso, Giacomo Calcio Gaudino, Quinto Cattaneo, Domenico Cattaneo, Sebastiano Perino, Giovanni Battista Tarizzo, Simone Tarizzo. Erano ventenni o poco più. Per alcuni di loro, la data della morte è certa. Per altri, dispersi, non si saprà mai. Tutti, però, ora hanno un monumento che li ricorda. E' presso il cimitero di Favria dove, in occasione della festa annuale del Gruppo Alpini, è stato inaugurato il cippo ai Caduti senza croce. E' stata una manifestazione sentita, alla quale hanno partecipato numerose associazioni, tra cui, accanto agli Alpini, i veterani della Marina, dell'Artiglieria, della Cavalleria, ma anche la Guardia di Finanza, l'Arma dei Carabinieri, il locale gruppo Fidas, rappresentanti dell'amministrazione con il sindaco, Serafino Ferrino.
Sono stati letti toccanti brani inviati dal fronte da soldati mai più ritornati. Ma il momento di maggiore commozione si è avuto quando ad ogni chiamata del militare caduto, un alpino o un volontario della Protezione civile rispondeva "Presente" e accompagnava un congiunto a deporre in una piccola urna un foglio e un nastrino tricolore col nome dello scomparso. I bambini della 5ª elementare hanno poi letto alcune poesie e messaggi.
Istituzionalmente, il 25 Aprile è stato celebrato lunedì scorso in collaborazione con il comune di Oglianico. A Favria il momento più toccante è stato quello della consegna delle tessere ad honorem ai famigliari dei partigiani caduti durante la guerra di Liberazione: Antonio Appino, Natale Boggero, Domenico Carlo Cattaneo, Antonio Vallosio, Elio Lissolo, Renato Cottino, Leo Remogna, Giorgio Marasso, Aldo Felice Perino, Domenico Rolando Perino, Luigi Toriani, Giuseppe Massola, Giacomo Cat Berro, Piero Cattaneo, Primo Barbicinti, Giovanni Bazzo e Gianni Chiarabaglio. Nel corso della cerimonia sono state consegnata una targa e una medaglia al presidente dell'Anpi, Nino Gatta Michelet. (m.mi.)