E dai nuovi amministratori la gente attende risposte

Bocciando nettamente l'amministrazione Ghigo, le elezioni regionali del 3 e 4 aprile, hanno evidenziato il forte desiderio di cambiamento dei piemontesi. Ora, per quanto riguarda i canavesani, tra i temi che essi ritengono decisivi perchè tale cambiamento risulti evidente, ai primi posti c'è la sanità pubblica. Non si può negare che la gestione dell'Asl 9 abbia, negli ultimi anni, subìto radicali mutamenti. Altrettanto indiscutibile è il fatto che gli attuali dirigenti abbiano operato al meglio, e con grande rigore, per rientrare nei parametri economici fissati dalla Regione.
Se si tiene conto delle numerose denunce e lamentele, sembrerebbe che gli obiettivi di chi, fin qui, ha deciso la politica regionale sulla sanità non coincidano perfettamente con le necessità di quelli che ne sono utenti. A suscitare domande e perplessità è anche il massiccio incremento che ha registrato (e continua a registrare) sul territorio, la sanità privata: sulle cliniche "accreditate", vengono dirottate, ormai sistematicamente, gran parte delle prestazioni sia di routine che eccezionali.
Viene da chiedersi: così il denaro "risparmiato" nelle Asl (e forse non solo quello) non viene, in sostanza, speso nelle strutture private? E se sì, con quale vantaggio per l'intero sistema? Inoltre, alcune recenti polemiche tra dirigenti locali (con strascichi di querele) portano a domandarsi: quale controllo viene esercitato sulle modalità, sulla quantità e sulla qualità delle prestazioni delle strutture private?
In campagna elettorale Mercedes Bresso, ora presidente della Regione, prese precisi impegni circa il piano sanitario, gli investimenti sul territorio, la semplificazione dell'accesso alle prestazioni, il rispetto dei diritti del malato, la qualità e la sicurezza nelle strutture sanitarie, la valutazione dell'operato dei manager e il coinvolgimento delle organizzazioni civiche. E' dunque dal nuovo assessore, da lei nominato, che si aspettano risposte anche sulla situazione canavesana.