Il cavo del telefono c'è, ma non la linea

BARONE C.SE. Quella che fino all'anno scorso era la sua linea telefonica, ora è un lungo filo che corre tra i campi sovente schiacciato e quindi danneggiato e non più funzionante, dalle ruote dei trattori. È una storia paradossale e per certi versi dai risvolti comici, quella che racconta Luciano Boggio, 57 anni, imprenditore, proprietario di una azienda agricola specializzata nell'allevamento di vitelli da carne che si affaccia sulla strada provinciale Caluso- Ozegna, tra i comuni di Orio e Barone. «Vent'anni fa ho costruito l'azienda investendo parecchio denaro anche per l'istallazione d'una nuova linea telefonica necessaria per un lavoro come il mio: sia per questioni amministrative di cui si occupa mia moglie, sia commerciali».
Continua Boggio: «Senza fax, modem, Internet, come tutti sanno, si è tagliati fuori dal mondo del lavoro. Ed io da quasi un anno a questa parte (per l'esattezza dallo scorso settembre) mi trovo in invece a vivere questa situazione. Tutto comincia con l'inizio dei lavori di sistemazione e ammodernamento della strada che dalla provinciale porta ad Orio. Su questa strada ci sono, o meglio c'erano i pali della Telecom che sono stati eliminati per consentire i lavori di ampliamento del manto stradale. Senza i pali i fili della linea telefonica ora sono per terra in mezzo ai campi, sollevati provvisoriamente da due paletti soltanto nel tratto in cui attraversano un canale. Ma in quella zona fatta di campi coltivati, gli agricoltori per raggiungere i loro terreni devono per forza passare sul ‘filo' del telefono. Proprio sulla ‘mia linea', che quindi si interrompe, lasciandomi senza telefono. È un problema che potrebbe essere risolto con una sistemazione più adeguata, anche se provvisoria della linea».
Così si augurava Boggio all'inizio della sua vicenda. Ma così non è accaduto. «Avrò fatto centinaia di telefonate nel tentativo di risolvere il problema, mi sono anche rivolto ai carabinieri di Caluso. Ho spiegato chiaramente tutta la situazione, ma passando da un operatore di call-center ad un altro, nessuno finora è mai stato in grado di indicarmi un ufficio a cui rivolgermi direttamente. È vero: i tecnici sono intervenuti diverse volte, ma si limitavano a tamponare la situazione. Poi non appena il filo, che continuava a restare a terra veniva calpestato io tornavo a restare senza telefono, con gravi disagi per il mio lavoro. A quel punto mi sono rivolto ad un legale per ottenere un risarcimento dei danni. È incredibile che in piena era telematica si verifichino fatti del genere. Ed è grave che un utente privato non abbia le risposte che cerca quando è proprio la Telecom a fare del rapporto con i consumatori un cavallo di battaglia del suo servizio».
Dalla Telecom arrivano però notizie rassicuranti in proposito. «Cercheremo di risolvere al più presto questo problema che non era ancora stato portato alla nostra attenzione. Importante in questa direzione sarà la collaborazione con l'ente che si occupa dei lavori. La palificazione infatti non può essere installata nuovamente senza una loro autorizzazione», dice Maria Luisa Artioli, responsabile dell'ufficio relazioni esterne della Telecom di Milano, competente per il Piemonte e la Valle d'Aosta.
Meno buone sono le notizie che arrivano invece dal comune di Orio. «I lavori di sistemazione e di ammodernamento della strada che è una diramazione della SP di San Giorgio - spiegano dal Comune - sono di competenza della Provincia. Su nostra richiesta, dopo le preoccupazioni degli agricoltori della zona, la Provincia ci ha informati che i lavori sono stati sospesi in seguito alla rescissione del contratto con la ditta che si era aggiudicata l'appalto. Ci hanno assicurato che riprenderanno tra un mese dopo l'affidamento ad altra ditta».
Lydia Massia