‘Il suo rigore sarà garanzia di chiarezza'


IVREA. Da martedì sera i cattolici hanno il nuovo Papa, 265º della serie apertasi con San Pietro: come da pronostico (strano a dirsi...), a succedere a Giovanni Paolo II è il suo braccio destro, l'ormai ex Prefetto Joseph Ratzinger, che ha assunto il nome di Benedetto XVI.
Il nuovo Papa l'ha incontrato poche volte, e mai a tu per tu, il vescovo d'Ivrea monsignor Arrigo Miglio («Fortunatamente, da Prefetto, non ha avuto bisogno di parlarmi...»), ma ha le idee chiare sul successore di Giovanni Paolo II, «un fine teologo e un pastore intelligente, dotato di grande personalità, solo in parte colta dai mass media».
Al tempo stesso, di fronte alla domanda se il nuovo Pontefice non dia l'impressione di dividere il popolo di Dio, il vescovo eporediese puntualizza: «È vero, forse Benedetto XVI non è stato gradito a tutti (benché eletto grazie a un'ampia convergenza del collegio cardinalizio), ma la stessa cosa accadde con Giovanni XXIII, che subentrava all'allora ancora indiscusso Pio XII, ma anche allo stesso Karol Wojtyla. Ma col tempo il nuovo Papa ci aiuterà a fare chiarezza, partendo dalle radici cristiane più autentiche».
Monsignor Miglio non crede a un pontificato cosiddetto "di transizione", magari legato all'età: «Papa Ratzinger ha 78 anni, uno in più di Papa Roncalli, che è durato poco ma avuto il tempo di lasciare il segno nella Chiesa, soprattutto volendo il Concilio, poi proseguito da Paolo VI e di cui Giovanni Paolo II è stato convinto assertore: e ora Benedetto XVI ha già avuto parole che depongono per una continuità. E lo ha fatto già nella messa di mercoledì mattina rivolgendosi agli ‘uomini di buona volontà' (come per primo fece Papa Giovanni nella Pacem in Terris), con un'apertura a tutto il mondo».
Dal punto di vista della popolarità; papa Ratzinger deve raccogliere la difficile eredità di Giovanni Paolo II: «Al momento della proclamazione, nonostante il suo carattere di ferro, appariva emozionato e forse questo ce lo ha presentato in modo un po' diverso da come ce l'aspettavamo. A quanto lo conosco - afferma il vescovo d'Ivrea - l'attuale Santo Padre baderà più alla sostanza che alla conquista delle folle. Sua prerogativa indiscutibile è la chiarezza, che sicuramente sfrutterà per fare comprendere meglio a tutta l'umanità il punto di vista della Chiesa sugli scottanti temi d'attualità: dalla pace alla giustizia, dalla famiglia all'etica sessuale».
Secondo il vescovo Miglio, il rigore e l'intransigenza tipici del cardinale Ratzinger non potranno costituire per Papa Benedetto XVI un ostacolo per il dialogo all'interno della Chiesa e con le altre confessioni religiose: «È facile immaginare che avendo egli troppo rispetto per tutti, non trascurerà nessuna occasione di dialogo, naturalmente illuminato da quella fede in Gesù che è il fondamento della fede cristiana e che ci fà camminare verso la pienezza della verità, in dialogo con tutte le religioni e culture. E il nuovo Papa ha già dato ampie garanzie in quanto ad Ecumenismo».
In molti aspetti il nuovo Pontefice non potrà discostarsi da chi l'ha preceduto, ma ogni persona fa storia a sé: «Rigore a parte, Benedetto XVI sarà un Pontefice sicuramente diverso, che solo il tempo ci aiuterà a conoscere in modo completo. Intanto ai giovani, tenendo fede all'impegno assunto da Giovanni Paolo II, ha già dato l'appuntamento a Colonia».

Tiziano Passera