Sciopero ad oltranza

SPARONE. Sciopero ad oltranza, alla Itca. L'assemblea dei lavoratori ha deciso: questa mattina le tute blu non rientreranno in fabbrica. Spiegano di essere disposti a resistere, fino a quando non avranno risposte sul futuro della fabbrica.
La tensione è alta e, negli ultimi giorni, è salita ancora di più. Sintetizza la situazione (peraltro già ben nota) la Rsu Gianni Ferrari: «La proprietà che ci ha acquisiti in dicembre non l'abbiamo mai vista nè ci ha mai presentato un piano industriale. Ora c'è in corso questa trattativa per un'altra vendita: qui è stata smentita, ma altrove è stata confermata. L'unica cosa certa è che in due anni lo stabilimento si è dimezzato e ora ci sono quaranta di noi in cassa integrazione straordinaria (su 180 addetti) e che a luglio ci saranno tolti gli stampi per Iveco e Multipla. Crediamo che ci siano dovute delle risposte».
Così l'assemblea ha deciso di alzare il livello della mobilitazione con lo sciopero a partire da questa mattina. Venerdì, la notizia è rimbalzata da Sparone ai funzionari Fim e Fiom che seguono la vicenda e che erano impegnati a seguire le otto ore di sciopero generale dei metalmeccanici.
«Il fatto che ci sia una trattativa e nessuno ce ne parli - sottolinea Wladimiro Foglietta, Fim - è grave. Soprattutto se consideriamo che il sindacato, anche nelle situazioni di crisi, ha dimostrato di essere capace a stare seduto attorno ad un tavolo». Fabrizio Bellino, Fiom, osserva che «la tensione sale quando non ci sono risposte. E' evidente che le situazioni già complicate di per sè diventano sempre più difficili da gestire in assenza di risposte».
Che, in presenza di una trattativa complessa, potrebbero arrivare non prima di qualche settimana.
L'unico, in una situazione tesissima, a continuare ad ostentare ottimismo è il sindaco Valentino Nugai: «Sono fiducioso che la trattativa in corso evolva positivamente. Non vi è ancora nulla di ufficiale, ma spero che tutto si risolva nel più breve tempo possibile». Per il sindaco, la cessione al gruppo che fa capo a Gerolamo Pepe sarebbe un fatto positivo: «Credo che i problemi vadano valutati e affrontati,in casi come questi si devono trovare delle soluzioni alternative». Lui sostiene di aver fatto la sua parte portando avanti «un lavoro di squadra con l'ex assessore regionale Caterina Ferrero, con la quale abbiamo cercato possibili soluzioni». E precisa: «Non siedo al tavolo delle trattative, quindi non posso dire a che punto siano, però che bisogna sempre guardare avanti con fiducia, la crisi c'è ed è generalizzata, ma forse, per Sparone, dove si sta effettivamente muovendo qualcosa, trovare una soluzione è meno difficile che altrove».
Ma i lavoratori dimostrano scetticismo: «Il sindaco ci aveva anche detto che ci avrebbe dato l'anticipo delle spettanze di cassa. Ma non è stato così».