Sport, si va avanti senza soldi
IVREA. Sport senza soldi. Fra i settori penalizzati dalla politica economica restrittiva dello Stato, che non eroga più finanziamenti agli enti Locali, c'è anche quello dello sport. In una forte situazione di crisi, con i comuni che governano ormai grazie alle entrate proprie, agli amministratori non resta che privilegiare i bisogni primari ed indispensabili per i residenti.
Tra questi, sono giudicati prioritari dalle amministrazioni comunali l'asilo nido, le mense scolastiche, i servizi sociali. Lo sport a Ivrea, dunque, nonostante siano in continua crescita i suoi utenti, viene messo in seconda linea per l'impossibilità di investire risorse significative.
«Il primo obiettivo che mi sono posta per l'anno in corso - spiega l'assessore allo Sport Laura Barberis - è quello di garantire l'efficienza degli impianti, con la consapevolezza di non disporre di fondi per l'acquisto di macchinari e di attrezzature necessarie, così come di non poter effettuare interventi di manutenzione ordinaria se non minimi».
Nel 2005 Barberis intende continuare a coinvolgere le associazioni e gli enti di promozione sportiva «per stabilire un percorso condiviso, basato sulla collaborazione costruttiva tra ente pubblico e associazionismo. Le poche risorse a disposizione - rimarca l'assessore - saranno dedicate proprio a quanti, in una logica di volontariato sportivo, collaboreranno con l'ente, nel diffondere una vera e propria cultura dello sport, quale elemento di valenza sociale, affinché tutti possano conoscerlo e praticarlo».
Anche nel 2005, com'è avvenuto l'anno passato, l'amministrazione organizzerà una festa dello sport che ha l'obiettivo di coinvolgere il maggior numero di sportivi e con l'aiuto di sponsor. «Desidero poi incrementare il dialogo con le istituzioni scolastiche - aggiunge Barberis - perché lo sport ha un significato che va oltre il benessere psichico e fisico, essendo anche un fattore culturale determinante per la crescita dei ragazzi».
Nei prossimi mesi l'assessorato vuole consolidare la forma di gestione partecipata degli impianti sportivi, puntando così sulla responsabilizzazione delle associazioni e degli enti di promozione sportiva. Questo esperimento, partito l'anno passato, sta dando dei risultati positivi. La struttura di Bellavista, ad esempio, è stata data in gestione ad un'associazione che ne sta curando la riqualificazione, per riuscire ad attirare utenti e renderla così davvero funzionale.
Nel 2005 Barberis pensa di assegnare in gestione partecipata il campo da rugby e la pista di atletica di San Giovanni, il campo di calcio di San Bernardo e pure il Brunoldi alla Sacca. «I costi di manutenzioni ordinaria e straordinaria degli impianti comunali sono ben superiore a quanto il comune incassi con le tariffe sull'utilizzo degli impianti stessi - precisa Barberis - Questo significa che il comune eroga virtualmente una sorta di contributo straordinario alle società che fanno uso degli impianti».
Sempre nel 2005 il comune verrà incontro a chi utilizza in modo continuativo, durante l'anno, gli impianti. Tariffe particolari saranno previste per le scuole e gli anziani, mentre sarà mantenuta la gratuità dell'utilizzo per gli enti e le associazioni che operano nel sociali, come l'associazione sclerosi multipla, il servizio di igiene mentale, la casa dell'ospitalità. Quest'anno infine proseguirà e si concluderà il progetto, promosso dalla Provincia, "Ragazzi del 2006, Piano d'area Canavese". «La cultura sportiva deve poter essere bagaglio di ogni singolo cittadino - conclude Laura Barberis - Per fare ciò è indispensabile fornire alla cittadinanza di ogni età, ma in particolare ai giovani tutte le possibilità e gli strumenti per praticare lo sport».
Giuliana Airoldi