Bertot: ‘Sono un decisionista'

RIVAROLO.«Io accentratore? Non direi. Diciamo decisionista». Sette mesi dopo essersi insediato a palazzo Lomellini, Fabrizio Bertot, il primo cittadino che l'opposizione continua a chiamare "il sindaco del Consiglio di Stato", prova a fare un primo bilancio del suo mandato, anche se obiettivamente il tempo trascorso al governo di Rivarolo è ancora troppo breve. «Le recenti elezioni potevano essere un termometro della mia popolarità in città e in un certo senso lo sono state - confida -. An, il partito del sindaco, è il primo partito a Rivarolo, anche se di misura su Forza Italia, e il centro destra, nello specifico la coalizione che sosteneva Enzo Ghigo presidente, ha staccato di quasi otto punti la formazione che sosteneva Mercedes Bresso. Poi, è andata com'è andata, ma noi non abbiamo nulla di cui rimproverarci perché abbiamo fatto bene. E' vero, An aveva già ottenuto la leadership in occasione della provinciali, ma alloro io ero candidato a Palazzo Cisterna, mentre questa volta non si registravano candidati locali. Un segnale incoraggiante, dunque, il risultato conseguito, una dimostrazione d'affetto nei miei confronti e dei miei collaboratori che mi ha commosso. E dire che non sono stato parte attiva durante la campagna elettorale. Se lo fossi stato, chissà...».
Tra qualche mese Rivarolo sarà un grande cantiere, ma alcune opere importanti sono già partite. Rispetto ai predecessori, Bertot ha lo svantaggio che avrà quasi due anni in meno per realizzare il programma, un'eventualità che non lo spaventa affatto. «Le cose a cui stiamo lavorando e che rispondono ai progetti più qualificanti e mi riferisco ai grossi interventi legati alla viabilità, piazza Chioratti, via Ivrea, il terzo campo di calcio, la scuola materna e le attività fatte in sinergia con i privati, come i centri commerciali, il centro fieristico, i parcheggi interrati per le quali è già stato individuato l'iter amministrativo, i cittadini ancora non le hanno viste, ma se mi guardo indietro credo che segnali importanti li abbiamo mandati comunque - riferisce Bertot -. La scelta d'investire sui giovani e e giovanissimi, per esempio, con "Io parco... tu giochi" e la stessa "Estate ragazzi" che per la prima volta verrà affiancata da "Estate giovani", o l'attenzione agli anziani con il vademecum "Attenti alla truffa" e la politica d'integrazione sugli affitti. Nel settore della cultura credo che le iniziative promosse nel poco tempo a disposizione che l'assessore ha avuto siano talmente tante e tutte di ampio respiro che difficilmente qualcuno prima di Saporito è riuscito a far meglio. Con niente, ma tanta determinazione, abbiamo portato in città un avvenimento che ha avuto un'eco europea come l'incontro di boxe di Furlan al Palasport, trasmesso via satellite. E che dire degli avvisi ai cittadini sulle carte d'identità in scadenza, l'apertura al sabato degli uffici comunali, il presidio dei vigili urbani in piazza Chioratti».
Chi Bertot non lo ama lo accusa di egocentrismo, narcisismo, culto di se stesso. Ma per il sindaco sono espressioni che non lo fotografano affatto. «Io credo che occorra fare, anche rischiando di sbagliare, a volte - confida il primo cittadino -. Nell'ambito della mia squadra questa voglia c'è. Sono partito con cinque assessori, adesso ne ho sei e tutti sono operativi e affiatati tra loro. Il messaggio che non si deve lavorare per compartimenti stagni è passato, tant'è vero che alle riunioni sono coinvolti tutti, anche i consiglieri in possesso di delega». (m.mi.)