Spinazzola riconfermato alla guida della Fim

IVREA. Donato Spinazzola è stato confermato alla guida della Fim del Canavese. Toccherà a lui, per i prossimi quattro anni, guidare i metalmeccanici Cisl in un momento particolarmente difficile per l'industria locale. Spinazzola è stato eletto al termine della due giorni del congresso, svoltosi al centro sportivo di Borgofranco. Confermati anche i due membri uscenti della segreteria.
Con lui, ci sono quindi Vito Bianchino e Bruna Tomasi Cont.
Il documento conclusivo, intanto, approvato dal direttivo, fa propri alcuni dei concetti espressi nella lunga relazione del segretario Donato Spinazzola. E che comprendono temi generali (la pace, l'autonomia del sindacato, la contrarietà alla riforma della Costituzione) a quelli che, più direttamente, riguardano la vita dell'organizzazione inserita nelle dinamiche territoriali (la mancanza di risorse economiche e la necessità, quindi, che siano investite maggiori fondi e la formazione dei delegati e dei quadri sindacali). La due giorni del congresso ha registrato la presenza del segretario nazionale Fim Bruno Vitali, di quello regionale Gianni Vizio e di alcuni ospiti delle altre organizzazioni sindacali dei metalmeccanici (Federico Bellono, Fiom, e Alberto Mancino, Uilm) e dei sindaci di Borgofranco Vincenzo Baruzzi e di Rivarolo Fabrizio Bertot, mentre Fiorenzo Grijuela, primo cittadino di Ivrea, ha inviato un messaggio scritto. Spinazzola, nel suo intervento, è partito dai temi più generali per finire a quelli locali. Sul piano squisitamente sindacale, il segretario affronta la discussione sulla necessità di trovare una metodologia nuova nella contrattazione, che chiama «contrattazione territoriale». Di che si tratta? «Fatta salva la necessità di mantenere un forte contratto nazionale di categoria - dice - non si può non notare come meno del 50% dei lavoratori benefici della contrattazione aziendale, importantissima per affrontare le specificità aziendali. Noi crediamo debba essere ricercata una metologia nuova, pensando alla contrattazione come ad un diritto che si rende esigibile su richiesta del sindacato sulla falsa riga delle ore di assemblee retribuite. Questo - osserva Spinazzola - renderebbe possibile un allargamento di contrattazione aziendale con maggiori certezze per i lavoratori». Come fare? «Per il sindacato è una scommessa - precisa - ma credo sia possibile sperimentare forme di bilateralità (previste, tra l'altro, dal Patto per l'Italia) a cominciare dalla formazione professionale». Pur essendo la Fim Cisl in buona salute (gli iscritti sono 2.265 con una crescita del 7,7% rispetto a quattro anni fa mentre le aziende collegate sono 143), Spinazzola si pone il problema delle risorse per la rappresentanza. «Occorre sempre più - dice - valorizzare gli iscritti e adoperarsi per proporre inviti ad una militanza che sappia rispondere alle aspettative e speranze di ognuno, il rispetto delle regole associative ed aprire strade nuove per una contrattazione anche diversificata tra iscritti e non iscritti, a cominciare, per esempio, dal determinare una quota maggiore pagata dalle aziende per i fondi previdenziali complementari e prevedere quote di salario aggiuntive da destinare solo agli iscritti. E per mettere più risorse umane in campo, occorre rivedere la distribuzione delle risorse economiche derivanti dalle quote tessere, oggi fortemente sbilanciate a favore di altri livelli di organizzazione».
Parte significativa della relazione è stata dedicata alla crisi industriale del Canavese: «A fronte della perdita, in vent'anni, di oltre ventimila posti di lavoro - chiarisce - ci sono alcuni timidi segnali di alcune realtà che continuano a svilupparsi: una per tutte la Dayco». Ma l'impegno non è tutto e l'attacco più diretto, Spinazzola lo riserva al mondo finanziario: «E' restio nel voler rischiare risorse economiche sul territorio, come invece dovrebbe fare per vocazione e per interessi. Vale l'esempio di Cms: per il suo rilancio servirebbero 2milioni e mezzo di euro, ma nessuna banca locale e piemontese ha voluto finanziarla». E se, nonostante le difficoltà trascorse nel rapporto con altre organizzazioni sindacali, Spinazzola si sforza di vedere la possibilità di un percorso comune, la relazione non rinuncia a chiarire i rapporti in casa propria. «Riconosciamo al segretario generale Franco Aloia un lavoro egregio, ma certe iniziative, fatte sotto elezioni o con personaggi politici, non le abbiamo condivise. Anzi. Hanno creato confusione in alcuni iscritti». (ri.co.)