Gaetano lascia la Pro Loco

RIVAROLO.Avvio in salita per la rinnovata Pro loco di Rivarolo. A pochi giorni di distanza dall'elezione nel direttivo del sodalizio, Anna Maria Gaetano, la castellana del Carnevale 2005, ha rassegnato le dimissioni. Un'uscita di scena repentina, inaspettata, per certi versi, che la Gaetano ha motivato in una lettera inviata al neo presidente, Marina Vittone. «Sono arrivata alle elezioni con animo tranquillo, senza essermi preoccupata di cercare consensi e sono stata la prima a sorprendermi del risultato - dice -. Ma al di là della soddisfazione, la cosa che più mi ha gratificata sono state le tante congratulazioni ricevute nei giorni a seguire da tanti cittadini rivarolesi che vedevano la mia presenza in seno al direttivo della Pro loco un segnale di cambiamento. Evidententemente mi sbagliavo».
«Credevo e credo tuttora che la Pro loco debba assumere un ruolo importante nella città come punto di riferimento per la gestione delle manifestazioni e delle attività turistiche - aggiunge Anna Maria Gaetano -, e per questo pensavo di mettere a disposizione la mia esperienza, la mia competenza e le mie attuali disponibilità nel perseguire questo obiettivo, ma alcuni segnali mi hanno fatto dubitare che tutto questo non fosse possibile. All'interno del direttivo, a fronte di un clima di finta armonia, regnano gelosie, ostilità, malcontento. Meglio farsi da parte».
Anna Maria Gaetano ha rifiutato l'incarico di occuparsi della tesoreria proposto dal presidente e lunedì, nell'ambito di una riunione dello stesso direttivo, la sua richiesta di dimissioni è stata valutata ed accettata.
Laconico il commento di Marina Vittone. «Il direttivo, anche se con rammarico, ha preso atto delle dimissioni del consigliere - osserva la Vittone -. Il mondo della Pro loco è un mondo in cui il lavoro e l'impegno, prestati volontariamente a favore della nostra città, spesso toglie tempo alla famiglia e all'affetto dei propri cari, se non addirittura al proprio lavoro. Chi entra a far parte di una Pro loco deve prima di tutto capire che bisogna essere disposti a dare se stessi, a impegnarsi generosamente anche in mansioni umili o poco visibili, se si vuole sperare nella gratitudine o nella riconoscenza di chi ci è accanto. E' una sfida, in sostanza, che forse non tutti sono disposti ad accettare».
Nel corso della riunione sono state distribuite le deleghe e pianificato il programma di attività. (m.mi.)