Dalle Brigate Rosse all'Uefa

CALUSO.Simpatico, disponibile, combattivo. Così è apparso il giudice Maurizio Laudi, magistrato di punta nel panorama nazionale ed internazionale della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, ospite lo scorso venerdì degli incontri di ‘Rodallo Illustre'. Senza mai sconfinare nei temi scottanti della riforma giudiziaria in corso e nella politica, considerato il delicato momento preelettorale, Laudi, rispondendo alle domande dell'avvocato Mario Benni, e del numeroso pubblico, ha parlato delle difficoltà e dei rischi che si incontrano nel suo mestiere, ma anche dei traguardi raggiunti. Ha parlato di come il pool di magistrati di cui faceva parte riuscì a sconfiggere le Brigate rosse, di come invece sia difficile sconfiggere la mafia. «Viviamo in un paese - ha sottolineato Laudi - dove non c'è molto senso della legalità».
Passando poi a temi più leggeri il magistrato, sempre punzecchiato da Benni, si è soffermato sulla sua passione calcistica che lo ha portato ad accettare l'incarico di giudice sportivo della Lega professionistica di calcio. Laudi inoltre fa parte della commissione disciplinare della Uefa. «Nel calcio, oggi oggetto di grandi interessi - ha detto Laudi - deve tornare a prevalere la sua natura sportiva rispetto alla parte del business».
Al termine dell'incontro Maurizio Laudi è stato premiato per il suo impegno e per il suo legame con Rodallo con una targa ricordo consegnatagli da Mario Benni, e dal vicesindaco di Caluso Danilo Actis Caporale. Il giudice si è poi intrattenuto a chiacchierare con alcuni rodallesi che ricordavano episodi legati all'infanzia di Laudi. La famiglia del magistrato per alcuni anni, durante l'ultima guerra, si stabilì nella frazione stringendo legami di amicizia con molti residenti.
Il ciclo degli incontri di ‘Rodallo Illustre' proseguirà il venerdì 29 aprile con Piero Giuliano, calciatore e amministratore della Juventus, rodallese doc. (l.m.)