‘Puzza di cane, niente trasporto'

RIVAROLO. «Quel cieco puzza troppo di cane. Lo accompagni qualcun altro». Avrebbe dell'incredibile la vicenda verificatasi a Rivarolo, sollevata dall'Apri (Associazione Piemontese Retinopatici ed Ipovedenti) che ha per protagonista G.G., non vedente, massofisioterapista in una casa di riposo della zona. «L'uomo abita in una via che dista dal posto di lavoro circa 3 chilometri» dicono dall'Apri.
«Per raggiungerlo deve farsela piedi, una situazione di per sé già inverosimile, considerato l'handicap. G.G. viene a sapere che le assistenti domiciliari del Ciss 38 compiono abitualmente il tragitto per lo svolgimento di alcune mansioni. G.G. chiede semplicemente un passaggio e la cosa appare assolutamente naturale, visto che le assistenti domiciliari dovrebbero essere le persone più indicate ad accompagnare un disabile» rilevano dall'Apri.
«Il passaggio viene dapprima accordato, ma poi il servizio viene sospeso - aggiungono dall'associazione -. Il motivo, che sarebbe confermato da alcuni testimoni, è curioso e sorprendente al tempo stesso. Le assistenti chiederebbero una "indennità speciale" per la pulitura dell'auto in quanto esse sostengono che il non vedente puzzerebbe di cane».
G.G. un cane ce l'ha, un cagnolino per l'esattezza, ma nessuno, sul posto di lavoro, avrebbe mai lamentato una mancanza di decoro da parte del portatore di handicap. Per venire a capo della storia, l'Apri ha avviato quello che definisce "un tortuoso percorso congiunto tra le pastoie burocratiche del Ciss 38 e il comune di Rivarolo". «G.G. non puzza di cane, ma se anche così fosse ci chiediamo: gli assistenti domiciliari non dovrebbero essere gli operatori più idonei ad occuparsi di pulizia, igiene personale e assistenza ai disagiati?» si chiedono dall'associazione.
«Ma vi sono altri passaggi della vicenda che meritano di essere resi noti - puntualizzano dall'Apri -. Il Ciss 38, che non gestisce (come mai?) alcun servizio per il trasporto di disabili, offre un passaggio a G.G. al modico prezzo di 10 euro 81 centesimi (forse è più economico prendere il taxi). Il comune di Rivarolo, che ha tre obiettori di coscienza da utilizzare in servizi assistenziali, dichiara di non poterli impiegare in questo servizio. Il servizio di trasporto malati del comune, svolto tramite la Croce Rossa, è fornito solo per motivi sanitari».
«Il comune di Rivarolo non è a norma per quanto riguarda l'abbattimento delle barriere architettoniche sensoriali come prescritto dalla legge 41/86 e dal Dpr 503/97. Non esiste un solo semaforo sonoro e nessuna pista tattile. Il comune non può esimersi, dunque, dal garantire in altro modo il diritto inalienabile di una persona disabile di raggiungere il suo posto di lavoro. Ce n'è a sufficienza per indignarsi» concludo dall'Apri.
Mauro Michelotti