Quasi 250 alla cena povera nella chiesa del Sacro Cuore Raccolti 3mila 500 euro
IVREA. Numerose le iniziative che hanno caratterizzato la Quaresima che ormai volge al termine: dalle veglie alle processioni, dai momenti di preghiera a quelli di riflessione, tutte tese a solennizzare e meglio comprendere il mistero della Risurrezione, intorno al quale ruota tutto l'essere cristiani. E numerose sono state un po' in tutta la diocesi le cosiddette ‘cene povere'.
Cene povere che si sono svolte da un'estremità all'altra della diocesi, dall'Alto Canavese a Villareggia, naturalmente passando attraverso Ivrea.
In città per tradizione (ormai più che decennale) e consistenza (quasi 250 sono stati i partecipanti) va sicuramente ricordata la cena povera che in un venerdì di Quaresima si svolge nella parrocchia del Sacro Cuore. Come negli ultimi anni, anche in questa occasione don Severino Piovanelli ha voluto che a ospitare i tavoli apparecchiati fosse la stessa chiesa parrocchiale.
E così, dopo la messa celebrata nel tardo pomeriggio, grazie a un efficiente staff di cuochi e camerieri, è stata servita un'ottima cena a base di pastasciutta, mela, pane e acqua. Un menu essenziale, come di consueto, con il pensiero rivolto a chi nel mondo sempre più spesso e sempre in maggior numero non ha di che mangiare per sopravvivere.
Se negli anni scorsi il ricavato della cena era destinato ai poveri dell'Africa, del Brasile, dell'India e così via, questa volta i 3mila 500 euro raccolti sono andati ai poveri di casa nostra, seguiti dalla Caritas della parrocchia del Sacro Cuore. (t.p.)