Il piede maciullato dalla fresa
LORANZE'.I medici del Centro Traumatologico di Torino lo hanno operato per diverse ore nella giornata di sabato nel tentativo di riattaccargli il piede sinistro rimasto impigliato sotto la fresa del motocoltivatore. Massimo Beata, 35 anni, nella prima mattinata di sabato stava lavorando nella vigna di famiglia in territorio di Loranzè Alto. Con il giovane, impiegato presso una officina meccanica dell'Eporediese, c'era anche il padre Franco. «In questo periodo il terreno è duro per la grande siccità - racconta Franco Beata -. Così, mio figlio ed io avevamo deciso di salire nella parte alta del paese per lavorare la vigna. Massimo aveva deciso di aiutarmi; aveva messo in movimento il motocoltivatore. Il terreno è un po' scosceso e ad un certo punto ha perso il controllo del mezzo agricolo: nel tentativo di non farlo cadere nella scarpata mio figlio è rimasto con il piede sinistro impigliato nella fresa. Una scena terribile. Ho spento immediatamente il motore, ho coperto con un plaid ilo mio povero ragazzo e sono andato a chiedere aiuto».
In poco tempo è atterrato l'elicottero del ‘118' che ha trasportato in pochissimi minuti il ferito al CTO. I medici hanno così subito iniziato il delicato intervento chirurgico. Sul luogo dell'incidente è intervenuta anche una pattuglia dei carabinieri di Castellamonte. (ma.be.)