Eurojazz, 25 anni di applausi

IVREA.Domenica notte è calato il sipario sulla edizione numero venticinque dell'Eurojazz festival di Ivrea. Una vetrina lunga un quarto di secolo che ha messo in mostra il jazz, d'America e d'Europa, i suoni dell'avanguardia ed anche giovani protagonisti scelti tra le realtà musicali più avvincenti oggi in circolazione. Un bilancio positivo che ha evidenziato Ivrea e il Canavese come sede prestigiosa di avvenimenti culturali di grande respiro. Anche il venticinquesimo Festival ha ricalcato la formula itinerante: concerti di avvicinamento a Settimo Vittone, Strambino, Pavone Canavese e poi mostre, stage, seminari per le scuole, esibizioni di danza.
Il clou della manifestazione, naturalmente, era rappresentato dalle due serate di venerdì e sabato al Giacosa, lo stesso teatro che il 14 aprile 1978 aveva offerto il suo palcoscenico per la prima edizione del Festival. Prevedibile e meritatissimo il successo conseguito dal duo Tuck&Patti formato da Tuck Andress (chitarra) e Patti Cathcart (voce): il pubblico ha apprezzato la tecnica incredibile del chitarrista nordamericano che si integrava in maniera fluida e naturale alla sensuale, ma anche serena, voce di Patti.
L'altro chitarrista, Scott Henderson, guidava un suo trio completato da John Humphrey (basso elettrico) e Kirk Kovington (batteria e voce); la musica del trio a cavallo fra rock e blues ha infiammato il pubblico gratificato da una prestazione generosa e coinvolgente.
Le due formazioni italiane che hanno preceduto i gruppi made in Usa sono state la Lab Dance Orchestra di Furio di Castri, uno dei migliori contrabbassisti in circolazione in Europa, e dell'altrettanto bravo trombonista Gianluca Petrella. Si tratta di una big band formata da una decina di splendidi musicisti che hanno "raccontato" la loro musica con brani ispirati a Frank Zappa, John Coltrane, Thelonius Monk, Bjork, ma anche Jelly Roll Morton (come dire la nascita del jazz) e addirittura Gioacchino Rossini. L'altra formazione italiana era diretta da Ivan Segreto, cantante e pianista, ma è apparsa piuttosto debole sul piano jazzistico e forse più adatta ad altri filoni musicali come i cantautori.
Le due serate al Giacosa hanno fatto segnare il tutto esaurito, ma anche gli altri concerti di Strambino (con Paola Mei che ha riproposto le canzoni di Mina in chiave jazzistica), di Settimo Vittone (con la band latino-americana di Calixto Oviedo), i numerosi appuntamenti all'Hopstore con formazioni diverse hanno richiamato numerosi spettatori. In particolare a Pavone si è svolto uno spettacolo dedicato a musica, danza, fotografia e pittura su immagini tratte dal film di Bergman "Il Settimo sigillo". Gli artisti coinvolti erano gli Enten Eller con Alberto Mandarini (tromba), Maurizio Brunod (chitarra), Giovanni Maier (contrabbasso), Massimo Barbiero (batteria) oltre agli ospiti Achille Succi (sax alto) e Lauro Rossi (trombone) per la musica; per la danza Mins Dance Company diretta da Cristina Taschi, per la fotografia Luca D'Agostino; testi di Guido Michelone, scene di Toni Muroni. (s.g.)