«Ecco la mia disavventura giudiziaria»
SAN BENIGNO. Una vicenda kafkiana, così il conduttore della trasmissione televisiva "Mi manda RaiTre" ha definito l'incresciosa disavventura giudiziaria che il sanbenignese Luigino Bobbio sta vivendo suo malgrado da oltre quattro anni a causa di una targa automobilistica erroneamente trascritta. Bobbio è stato uno dei protagonisti della trasmissione andata in onda mercoledì scorso sulla terza rete della televisione di stato, nella speranza di venire a capo di un equivoco che rischia di vederlo presentarsi in Procura tra poco più di un mese in un'udienza per truffa e ricettazione. Per il sanbenignese tutto ha avuto inizio poco prima di Natale del 2001 quando gli è stato recapitato un avviso di garanzia.
Lui era caduto dalle nuvole nel sapere di essere indagato a proposito di un episodio avvenuto la mattina 7 gennaio 2000. Una via card clonata era stata sequestrata a un automobilista di passaggio, identificato dal casellante di turno, che aveva anche riportato la targa del veicolo su cui l'uomo viaggiava. I dati erano poi stati trasmessi all'autorità giudiziarie, che in un secondo momento avevano richiesto alla Società Autostrade un elenco riassuntivo di tutte le diverse card clonate ritirate. Un errore in buona fede commesso da un impiegato della società nella trascrizione dell'ultima lettera della targa ha fatto sì che la macchina risultasse quella intestata a Bobbio, una Cinquecento nera che nella mattina del 7 gennaio era condotta, come sempre, dalla moglie Emma in quel di Cuorgnè, presso il cui ospedale la donna lavora.
A nulla è valsa la memoria depositata dall'avvocato d'ufficio, oltre i termini di legge anche a causa delle festività natalizie: l'uomo dovrà presentarsi in udienza preliminare il 7 aprile, in quanto ipotetico intestatario della vettura occupata dal possessore della viacard "incriminata", i cui dati sono in possesso delle autorità giudiziarie. A rendere incredibile la vicenda è il fatto che la legge punisce in realtà chi utilizza la carta e non chi possiede la macchina, che è persona informata dei fatti. Inoltre il primo verbale consegnato alla Guardia di Finanza reca i dati esatti della targa dell'auto, il cui intestatario coincide con l'autista fermato.
E adesso? Il procuratore di Savona Vincenzo Scolastico, intervistato telefonicamente in trasmissione, ha assicurato che, se le cose coincideranno con il racconto fatto, tutto si risolverà e ha anche ipotizzato che la presenza di Bobbio in aula potrebbe non essere necessaria. Nel frattempo il malcapitato negli ultimi quattro anni ha perso tempo, soldi e accumulato una bella dose di stress, per un banale errore, non commesso da lui. Alla Società Autostrade in trasmissione è stata contestata una certa "leggerezza": se sul verbale di quella mattina, se oltre alla targa ci fosse stato anche il modello dell'auto, la disattenzione sarebbe stata evidente. (s.a.)