«Bertot è il podestà di Rivarolo»
RIVAROLO.«Non è il sindaco di Rivarolo, ma quello del Consiglio di Stato. Non ci rappresenta. L'atteggiamento che ha avuto in occasione del dibattito sul bilancio di previsione 2005 ha dimostrato, una volta in più, come Bertot sia più impegnato a magnificare se stesso che ad avere una visione realistica delle cose da fare. Ma l'arroganza non paga. Se ne accorgerà presto». E' furioso Carlo Bollero. Qualche giorno dopo la discussione in consiglio sullo strumento di programmazione ammninistrativa, l'ex primo cittadino non lesina le critiche sul sindaco attuale.
Più dei contenuti del bilancio, ciò che ha indispettito il leader di "Vivi Rivarolo" è stato proprio il modo di porsi nei confronti dell'opposizione. Nessuna apertura, una bocciatura in toto delle proposte, una visione completamente diversa su come intendere e fare amministrazione. Ma, soprattutto, una sicurezza in se stesso e sulle sue capacità disarmanti per gli avversari politici, che non hanno gradito.
«Bertot è il podestà di questa città, non il sindaco - aggiunge Bollero -. Lui dev'essere il protagonista, ad ogni costo, e gli altri dei comprimari. Uno degli aspetti che avevano contraddistinto la mia di amministrazione era proprio la capacità di accettare il dialogo. A lui, invece, non interessa l'opinione degli altri: è sufficiente la sua. Ma lo aspettiamo al varco. Vedremo se riuscirà a dimostrare di saper fare tutto e in modo più veloce e completo di quelli che lo hanno preceduto».
Pioggia di critiche al primo cittadino anche dall'altro gruppo di opposizione, "Laboratorio Insieme". In un comunicato stampa la componente consiliare del centrosinistra stigmatizza il comportamento di Bertot consigliandolo di "darsi una regolata". «In occasione della discussione sul bilancio - riferiscono Carmen Minnuto e colleghi -, il sindaco ha pubblicamente dato in escandescenze con dichiarazioni indegne di un rappresentante delle istituzioni, dimostrando così, oltre di non avere i voti per fare il sindaco, di non essere neppure all'altezza del ruolo che ricopre».
E Bertot? Al vetriolo la "difesa" del primo cittadino. «Dopo cinque ore di consiglio Bollero e Minnuto hanno trovato il modo di rendersi utili: lasciare la sala - replica il sindaco -. La prossima volta dovrebbero farlo al primo punto: risparmieremmo un sacco di tempo. Critiche vere al bilancio non ne ho sentite e la cartellina delle loro proposte è inesorabilmente vuota. Non mi stupisce: se avessero avuto qualcosa di interessante da proporre l'avrebbero fatto quando governavano. Ma non ho troppo tempo da dedicare loro. Ho altro da fare. Io un podestà? La città è divisa in due parti: quelli che non mi hanno votato e quelli che lo faranno...». (m.mi.)