«Faremo il salto di qualità»
CUORGNE'. Un'edizione che ricalcherà sostanzialmente quella precedente, in preparazione del grande evento del 2006, quando la manifestazione festeggerà il ventennale. Mancano tre mesi al "Torneo di Maggio", e la Pro Loco, dopo il successo del "Carnevale notturno" svoltosi la scorsa settimana, non perde tempo e già sta sondando gli umori per capire come potrà essere la diciannovesima, di edizione, della saga di Arduino. Lo scorso anno l'aspetto più interessante del Torneo è stato il ritorno nel centro storico cuorgnatese delle caratteristiche bettole. Non tutte, per la verità ma è già qualcosa rispetto al nulla degli anni precedenti o, peggio, il carrozzone fieristico al Ponte Vecchio, il punto più basso toccato dal Torneo in due decenni.
«Abbiamo recuperato alcuni aspetti della manifestazione che ci erano cari - confida il presidente della Pro Loco, Giancarlo Guidetti -. Ora, si tratta di dare solidità alle basi poste e fare, finalmente, il salto di qualità. La volontà della Pro Loco e delle istituzioni che ci sostengono è di andare in quella direzione. Speriamo ci segua anche la gente».
La gente, già, anzi le genti del Torneo, senza le quali la favola di Arduino non sarebbe tale. Sono un po' di anni che si nota un calo evidente di tensione e di attenzione. Basta partecipare alla sfilata storica per rendersene conto. Meno presenze, ma soprattutto meno coesione, meno entusiasmo, meno voglia di crescere, ancora, come la manifestazione meriterebbe. Siamo lontani anni luce da Siena con le sue contrade, ma se un pizzico dello spirito senese scendesse anche su Cuorgnè tutto sarebbe più facile. I borghi, invece, faticano ad avere una struttura. Qualcuno, vedi San Giacomo, uno dei più pittorecshi, non esiste più. Altri, vivacchiano, ma giusto nei giorni del Torneo, per dare un po' di folclore e nulla più.
Non è necessario che tutti tornino ad avere le loro bettole. Non è l'osteria in via Arduino il centro dell'universo. E' la struttura, l'anima del borgo che deve cambiare se si vuole continuare a credere nella manifestazione e migliorare. Perché il Torneo, che si voglia o no, è davvero l'evento più importante che la città ha saputo esportare. «Lo dicono i contatti internet - conferma Guidetti -. Nel periodo della manifestazione, sul sito www.torneodimaggio.it ne abbiamo registrati circa ventimila, un dato che deve far riflettere. E quotidianamente, quasi, riceviamo fax, telefonate di gente da tutta Italia, sodalizi, associazioni, gruppi storici che vogliono saperne di più e, se possibile, partecipare. Proprio qualche giorno fa siamo stati contattati dalla città di Barletta, in Puglia, per uma possibile, futura presenza al Torneo. Se si concretizzerà, saremo felicissimi».
Non è solo il sito di Arduino & company a funzionare come un tam tam. Informazioni sul Torneo si hanno anche attraverso l'Atl del Canavese e i siti dedicati alla promozione turistica della Provincia di Torino e della Regione Piemonte. Sull'edizione 2005, come detto, ancora non trapelano indiscrezioni. Di certo, si sa che verrà riproposto, per il terzo anno consecutivo, il "Festival del giullare", una della cose più innovative, belle e riuscite della manifestazione. «Chi ha partecipato al Festival, ha acquisito notorietà - assicura Guidetti -. Lo scorso anno, per esempio, alla manifestazione ha presenziato il direttore del Moulin Rouge di Parigi che ha preso contatti con gli artisti. Il Torneo, alla fine, è anche una vetrina per farsi notare, una prima ribalta. Poi, è evidente, sono i più bravi ad emergere, e quando questo avviene noi non possiamo che essere contenti di aver costituito, nel nostro piccolo, un importante trampolino di lancio».
Mauro Michelotti