‘La mafia si sconfigge uniti'
CHIVASSO."La mafia esiste ancora? Come si pongono le istituzioni", il confronto organizzato per venerdì scorso al Teatrino civico dall'associazione culturale Luigi Pirandello ha riscosso un buon successo di pubblico ma ha registrato anche numerose defezioni tra i relatori. Delle tredici personalità politiche segnalate tra i partecipanti se ne sono presentate meno della metà: il senatore e avvocato Gianpaolo Zancan, l'onorevole Mauro Chianale, il presidente della commissione cultura della Regione Piemonte Rosanna Costa, il presidente del consiglio Massimo Giovannini e l'assessore Valmore Braghin (in rappresentanza del sindaco), moderati da Piera Savio e Alessandro Cappai. A introdurre la serata e a presentare la seconda edizione del premio nazionale di letteratura e poesia "Carlo Alberto Dalla Chiesa" c'era poi l'avvocato Emilio Papa.
Dal dibattito è emersa la necessità di interventi a difesa della legalità da parte delle istituzioni di ogni genere e grado. «Si deve partire dai banchi di scuola ed è necessaria una collaborazione interistituzionale», ha dichiarato Rosanna Costa; «Dobbiamo farci un esame di coscienza», ha aggiunto Braghin, portando ad esempio interventi strutturali che vadano incontro al disagio di alcune fasce della popolazione come i "contratti di quartiere".
«Dove ci sono operazioni economiche importanti la mafia c'è, eccome», ha ricordato Chianale in merito alle infiltrazioni mafiose negli appalti. «Si deve fare sistema», ha sostenuto Giovannini a proposito dell'importanza delle associazioni anti-racket. Il presidente del consiglio ha poi citato il bel film di Faenza "Alla luce del sole", sulla vita di don Pino Pugliesi, prete assassinato dalla mafia nel quartiere Brancaccio a Palermo. In una scena del film, un mafioso ricorda alla gente del quartiere che è la mafia a dare lavoro e a permettere la sopravvivenza delle persone: la mafia ha buon gioco a inserirsi dove lo Stato e le istituzioni sono carenti. «È l'antistato - come ha spiegato Zancan -: corrode e aggiusta tutto, si muove dove ci sono i soldi. Se si vuole eliminarla, l'unità è d'obbligo. Si deve colpire il prestigio del boss mafioso e non si può dare solidarietà a chi sta subendo una condanna per reati di mafia o non dimettersi se si è indagati in un processo per mafia». (s.a.)