Un continuo turn-over a palazzo
CHIVASSO. Quanti sono i consiglieri eletti a maggio 2002, ancora sulle poltrone occupate nel corso del primo consiglio comunale? Non molti: oltre due anni e mezzo di discussioni all'interno della maggioranza, tentativi di dimissioni di massa, nomine in società per azione e problemi di salute hanno contribuito a un turn-over notevole, soprattutto per quel che riguarda la maggioranza. Nella consultazione elettorale il primo cittadino uscente Andrea Fluttero, "sfidato" da tre contendenti alla carica di sindaco, aveva riscosso il 57,3 per cento delle preferenze.
Il confermato Fluttero, come prevede la legge, aveva al suo attivo 13 consiglieri contro 8 della minoranza: per Forza Italia erano stati eletti Massimo Giovannini, Vincenzo Marino, Demetrio Modafferi, Nicola Spagnolo e Antonino Sena; per Alleanza Nazionale, Salvatore Marino, Roberto Zollo, Barbara D'Ambrosio, Valmore Braghin, Adriano Perrone; per la lista civica "Per Chivasso con Fluttero", Giorgio Tappero e Sergio Barigozzi. Nessuno consigliere per l'Udc. Le nomine ad assessore di Valmore Braghin e Giorgio Tappero avevano permesso l'ingresso nel primo consiglio comunale ria Enzo Falbo e Aldo Colosimo.
Per quel che riguarda l'opposizione erano stati eletti i Ds Vinicio Milani (candidato sindaco), Giovanni Scinica, Giovanni De Donno, Saverio Trono, Enrico Brustolon; per la Margherita Bruno Capello e Ferruccio Rosso; per Rifondazione Michele Scinica.
Nel centro sinistra le uniche variazioni sono state la surroga di Saverio Trono, eletto presidente dello Spi-Cgil, con Lucia Chessa e lo scorso giugno in occasione delle dimissioni di massa l'involontario passaggio di consegne di Vinicio Milani e Bruno Capello con Frediano Dutto e Alfonso Lorenzano.
Più complicato stare dietro ai giri di valzer nella Casa delle Libertà: i principali movimenti si sono registrati nei pressi di Forza Italia. Modafferi e Sena già nel febbraio del 2003 segnalavano il loro disagio all'interno del partito azzurro perché lamentavano di non essere adeguatamente rappresentati dagli assessori in carica e in quota a Forza Italia, ma rimanevano nel partito sino a settembre quando con Sergio Barigozzi della lista civica formavano un "gruppo consigliare indipendente" per (ri)entrare poi in Forza Italia con Colosimo intorno a metà ottobre. Un paio di giorni dopo a migrare erano invece Vincenzo Marino e Nicola Spagnolo, adottati dall'Udc, che compare per la prima volta in consiglio.
Tutto tranquillo sino a giugno 2004, quando Gianna Acquadro subentra a Enzo Falbo (diventato consigliere d'amministrazione di Seta) e Paolo Del Bene ad Antonino Sena, uno dei promotori del "tentato golpe". Per motivi di salute Del Bene però rassegna le dimissioni e a dicembre, dopo vari tentativi, Fabio Malfarà riesce a sedersi al suo posto. Le ultime dimissioni sono quelle di Nicola Spagnolo, non ancora surrogato con Corrado De Angelis.
A non essersi mai spostati alla fine sono solo in quattro: il presidente del consiglio Giovannini e gli An Marino, Perrone e D'Ambrosio. (s.a.)