‘Roggia all'asciutto'

FELETTO.Lui, con l'acqua ha sempre avuto un rapporto speciale. Tanto da non rinunciare, quotidianamente, al solito giro lungo il fiume. Il fiume, che per qualcuno è solo un torrente, è quello "dl'èva d'òr". Un tempo erano in tanti a setacciarlo alla ricerca della magiche pagliuzze. Ora, sono rimasti in pochi e lui, Giovanni Vautero, è forse l'ultimo dei grandi cercatori. Di anni ne ha 76 e a "lavare la sabbia con la batea" è avvezzo da 70. Faceva la prima elementare. E al fiume lo portava il padre, Carlo, che la gente, abitualmente, chiamava " 'l gat". «Per me l'acqua è una ragione di vita, una dimensione assoluta - racconta -. Vado all'Orco ogni giorno. So quando cala, so quando aumenta, conosco ogni più piccolo movimento. Il fiume è tutto, l'acqua è tutto. Se non la vedo non mi do pace. Senza l'acqua non sarei vivo».
E' arrabbiato Vautero, è indispettito. «Io vivo a Feletto - dice -. E la roggia abbaziale è dallo scorso mese di ottobre che è asciutta. Nei primi mesi del 2004, dopo quattro anni, è stato costruito il ponticello in strada Bosco Lungo. Senza avvertire nessuno hanno chiuso l'acqua e il risultato è stato una morìa di pesci che, diversamente, avrebbero potuto essere recuperati. Dopo qualche mese, l'acqua è stata reimmessa, ma dall'autunno scorso siamo punto da capo. E nuovamente i pesci sono morti. In strada Bosco Lungo abitano una decina di famiglie, circa venticinque persone in tutto. E' strano che qualcuna di queste non si sia recata in comune per reclamare. Anche in regione Arimanno c'è un laghetto che presto sarà prosciugato per l'abbassamento della falda. Evidentemente la roggia interessa a pochi, se questo è l'atteggiamento». Vautero è demoralizzato. Osservare la bialera asciutta è qualcosa di insopportabile. «Per trent'anni, dal 1965 al 1995, in questa roggia l'Associazione Pesca Sportiva Felettese, di cui sono stato presidente, immetteva avanotti di trote che nell'arco di un anno arrivano a 18, 20 centimetri - assicura -. Facevamo il recupero e le portavamo nell'Orco. Cosa immettiamo oggi? Cosa recuperiamo? Il niente. Se non c'è l'acqua i pesci muoiono. E muoiono le piante. E alla fine, moriremo anche noi».
«La roggia è asciutta perché l'Orco non porta pià acqua, causa la siccità che in questo periodo sta interessando l'intero territorio canavesano - replica il sindaco, Giovanni Audo Giannotti -. Non è che il comune può aprire o chiudere le paratoie a suo piacimento. Ci sono delle disposizioni precise in materia, enti che hanno giurisdizione sul fiume. La primavera scorsa siamo stati multati dalla Provincia perché la roggia, allora, imbarcava troppa acqua. Bisogna fare attenzione, dunque, agire nel rispetto delle regole. La roggia tornerà ad avere acqua quando riprenderanno le precipitazioni. Non prima». (m.mi.)