Manifesto per la libertà di Giuliana

IVREA.«Liberate Giuliana Sgrena». Nel giorno del video choc della giornalista del Manifesto che implora l'aiuto di tutto il popolo italiano per convincere il Governo a ritirare le truppe dall'Iraq, un gruppo di associazioni eporediesi annuncia che, sabato, sulla facciata di palazzo civico, sarà affisso un manifesto con la fotografia di Giuliana. In italiano ed in arabo un solo slogan: «Liberiamo la pace». A sollecitare una presa di posizione cittadina «forte e visibile» è stata, nei giorni scorso, l'associazione marocchina Al Wafaa. Al Wafaa, per bocca del suo segretario Driss Benaji, aveva redatto un appello per la liberazione immediata della giornalista «di pace» Giuliana Sgrena, nelle mani dei rapitori dal 4 febbraio scorso.
L'iniziativa di Al Wafaa è stata subito accolta da alcune associazioni cittadine: Casa delle Culture, Centro Documentazione Pace, Casa delle Donne, Varieventuali, Amnesty International. Una nota congiunta della associazioni rinnova «l'appello per la liberazione di Giuliana Sgrena ed esprime solidarietà alla sua famiglia». Le associazioni ringraziano anche «il Comune di Ivrea per aver accolto la proposta di esporre, in coincidenza con la manifestazione nazionale, la fotografia di Giulina con la scritta in arabo ed in italiano (nella foto, ndr) ‘Liberiamo la pace'».
Intanto continua, alla redazione di Varieventuali, la raccolta delle adesioni per partecipare alla manifestazione nazionale convocata per sabato 19 febbraio, a Roma. Obiettivo: chiedere la liberazione della giornalista ed il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq. La manifestazione di sabato a Roma, dopo la diffusione del drammatico video fatto avere ieri dai ‘Mujaheddin senza confini' all'agenzia Associated Press, assume una nuova e maggiore rilevanza. Nel video la giornalista appare con il viso tirato e la voce interrotta dai singhiozzi. Chiede aiuto, ripete l'appello anche in francese e parla dell'Iraq: «Bisogna mettere fine all'occupazione, la situazione qui è intollerabile, i bambini muoiono, le donne vengono violentate, bisogna ritirare le truppe». La giornalista chiede aiuto al compagno, Pierre Scolari: «Mostra le foto che ho fatto dei bambini delle cluster bombs, fai vedere quel che ho fatto per le donne».