Comunità montana, tutto tace
ALICE.La quiete dopo la tempesta. Dieci giorni dopo la burrascosa seduta del consiglio della Comunità Montana Valchiusella che avrebbe dovuto eleggere la nuova giunta dell'Ente e che invece si è conclusa con un nulla di fatto, tutto tace. Gli amministratori valligiani hanno poca voglia di parlare. Tanto meno del probabile arrivo di un Commissario prefettizio. Un primato, questo, di cui la Valchiusella farebbe volentieri a meno. Sarebbe infatti la prima, fra le cinque Comunità Montane del Canavese, ad essere commissariata.
Franco Torreano, candidato presidente, cui è mancato un voto per raggiungere la maggioranza richiesta, non si sbilancia. «All'interno della coalizione che mi sostiene è stato analizzato a fondo l'andamento di quella discussa seduta. Può anche darsi che ci siano state delle irregolarità. Non tocca però a noi pronunciarci in merito - dice il sindaco di Vistrorio -. Per il momento preferisco non spingermi oltre, né fare previsioni».
Com'è noto, Torreano ed il suo schieramento, dopo l'esito della votazione avevano chiesto una terza convocazione del consiglio. Una richiesta pervenuta, secondo i consiglieri contrari all'elezione della sua giunta, a seduta dichiarata conclusa. «In questi giorni ho comunicato agli organismi competenti che nell'arco dei sessanta giorni dalla prima convocazione del consiglio di Comunità, lo stesso non è riuscito ad eleggere il nuovo esecutivo - spiega il presidente uscente Ilario Vigliermo -. Non ci resta dunque che attendere disposizioni dall'alto».
In valle, intanto, in questi giorni non si parla d'altro. Remo Cavetto, per oltre trenta anni sindaco di Alice ed assessore, nel 1973, della prima giunta della Comunità Montana non ha dubbi. «Tutta colpa della politica. Ai nostri tempi - racconta l'ex amministratore - quando sedevamo sui banchi del consiglio lasciavamo da parte le ideologie ed al termine delle sedute si andava tutti insieme al bar per un caffè. Certo non stiamo dando una bella immagine della nostra valle».
Dice Armando Aprato, in passato sindaco di Lugnacco ed anch'egli componente della prima giunta di Comunità: «In un modo o nell'altro, facendo prevalere il buon senso, un accordo lo si trovava sempre. Certamente il clima era allora più sereno. Non si è mai giunti a questi livelli».
Giacomo Grosso