Grande affluenza di carri e maschere

CHIVASSO. Un forte vento ha soffiato per tutta la domenica, spazzando il cielo e si spera anche alcune polemiche del carnevale 2005, che si è concluso ieri pomeriggio con il corso mascherato del Carnevalone. L'edizione di quest'anno non ha brillato per partecipazione numerosa, in particolare la sfilata di domenica 6 e quella in notturna di martedì 8 non hanno registrato il tutto esaurito. Meglio è andata ieri, anche per la grande affluenza di carri e gruppi mascherati: oltre trentacinque hanno invaso la città giungendo da comuni vicini e lontani e rallentando notevolmente il "giro" entrato nel vivo dopo le 15.
I biglietti staccati sono stati circa 9mila, a cui si aggiungono i residenti e i bambini, che dovrebbero portare la stima complessiva degli spettatori intorno ai trentamila. «Siamo soddisfatti, era più o meno quello che ci attendevamo», ha dichiarato il presidente della Pro Loco L'Agricola Bruno Pasteris.
Cala così il sipario sull'edizione del Centenario della nascita della figura della Bela Tolera, impersonata quest'anno dalla giovane Anna Paola Barbero, affiancata dal papà-abbà Livio e dalla corte composta dalla dame Elena De Col, Virginia Carretta, Eloisa Siclari, Valeria Loi; dagli alfieri Andrea Fabbri, Stefano Moccellin, Mirko Fassari, Fabio Mantovan; dai paggetti Gaia Visentin e Stefano Cosimo. Gruppi storici al mattino (una ventina provenienti oltre che dai paesi limitrofi anche da Santhià, Biella, Varallo Sesia, Vercelli, Savona), nuvole di coriandoli e l'arcobaleno di colori dei carri allegorici al pomeriggio hanno chiuso questo carnevale precoce. Dalle casse acustiche sono uscite le hit del momento e gli ever-green della disco e del mondo della tv: dalle canzoni di Heater Parisi a "Gioca Jouver", un must degli anni Ottanta, sino ai tormentoni delle ultime estati.
E proprio negli anni Ottanta era nata una tradizione spezzatasi ieri: da vent'anni almeno, il giorno di Carnevalone verso mezzogiorno il Borgo Vercelli offriva a tutte le maschere ospiti un rinfresco sotto la tettoia di piazza Carlo Noè, dove si tenevano i saluti conclusivi della mattinata. Quest'anno l'appuntamento è stato cancellato: gli organizzatori della nuova direzione hanno richiesto al comune un contributo per le spese e la Pro Loco non ha apprezzato il tono della domanda inviata al sindaco e per conoscenza all'Agricola. «Se il Carnevale è un peso, allora non facciamolo più... Avremmo preferito che se ne parlasse», ha dichiarato Pasteris, che ha anche precisato come i tempi fossero comunque "stretti": per pranzo infatti gli ospiti erano attesi al PalaLancia, invece che al Dopolavoro ferroviario. Il programma prevedeva quindi che la sfilata dei gruppi storici e delle corti dei paesi ospiti proseguisse lungo il cavalcaferrovia per giungere di fronte al Circolo Borgo Posta dove un pullman li attendeva per condurli al palazzetto. Ciò non toglie che molti siano rimasti un po' delusi dalla mancanza di questo appuntamento "storico". «Le incomprensioni si superano» aggiunge il presidente a proposito dell'appuntamento al Borgo Vercelli.
Silvia Alberto