Tre colpi nella notte brava
IVREA. Una notte brava. Con scene da film. Due ragazze e un uomo di cinquant'anni fermati in auto nell'arco di un'ora e mezza e aggrediti per farsi consegnare portafogli e telefonini. Il tutto in pochi istanti, con un martello utilizzato per spaccare il vetro del finestrino e creare spavento. Ma i due ragazzi considerati gli autori dei colpi, Francesco Balasini, 21 anni, di Burolo e Samuele Lazzarino, 29 anni, di Asti, sono stati fermati dalla polizia nel cuore della notte, a Torino, mentre si trovavano su una Fiat Bravo rubata il 4 febbraio.
Il primo colpo, non riuscito, accade pochi minuti dopo la mezzanotte. Ed è solo il primo della movimentata notte tra giovedì e venerdì.
Una ragazza di ventidue anni, sta rientrando a casa, a Montalto Dora. E' a bordo della sua auto. Mentre si sta fermando viene affiancata dalla Fiat Bravo con a bordo due giovani. Uno dei due scende e cerca di aprire la portiera. Non ci riesce, lei aveva precedentemente chiuso dall'interno. Allora vede il ragazzo sferrare un pugno sul finestrino, ma il vetro non si spacca. Lei, per attirare l'attenzione, pigia la mano sul clacson. Il clamore è troppo, i due sono costretti a desistere. Si mettono in macchina e se ne vanno. Prima, però, speronano e danneggiano l'auto della ragazza con un «colpo» in retromarcia.
Un quarto d'ora dopo la scena si ripete nel quartiere San Giovanni, ad Ivrea. Questa volta è presa di mira una ragazza di ventotto anni. Anche lei sta guidando. In giro non c'è nessuno. La Fiat Bravo l'affianca. Lei è costretta a fermarsi. Un ragazzo scende e, con un martello, le spacca il finestrino. Lei è terrorizzata. Le viene intimato di consegnare la borsetta. E i due si allontanano con il bottino.
Mezz'ora dopo. E la scena si ripete ancora una volta, lungo la strada tra Romano Canavese e Montalenghe. E' un tratto di strada molto frequentato di giorno. La notte, invece, non passa quasi nessuno. La tecnica è la stessa. Un uomo di 53 anni è alla guida della sua auto. Viene chiuso e costretto a fermarsi dalla Fiat Bravo. Stesso martello che spacca il vetro, stessa paura di chi, solo nella notte, viene improvvisamente proiettato nella sceneggiatura di un film violento. L'uomo, sotto choc, consegna il portafoglio. Intanto arriva anche una telefonata al 113 che descrive con concitazione cosa è successo. La segnalazione di due giovani a bordo di una Fiat Bravo, quindi, fa il giro delle centrali di polizia.
Passano poco più di due ore. A Torino, in corso Vittorio Emanuele, l'attenzione di una pattuglia del commissariato di polizia Torino Centro si concentra proprio su una Fiat Bravo. Viene intimato l'alt, ma la Fiat Bravo non si ferma. La pattuglia la segue e costringe a fermarsi qualche centinaio di metri più avanti, in via Ormea angolo via Galliari, imboccata contromano.
I controlli della polizia rilevano però altre sorprese. La Fiat Bravo risulta essere stata rubata proprio ad Ivrea, il 4 febbraio scorso. Dalle perquisizioni (i ragazzi in quel momento a bordo dell'auto sono tre, ma uno risulterà essere estraneo ai fatti e quindi, dopo i controlli, sarà lasciato andare) gli agenti di polizia trovano banconote di piccolo taglio, un telefonino, documenti e bancomat dell'uomo che era stato rapinato tre ore prima lungo la strada tra Romano e Montalenghe. Sull'auto, invece, c'era un martello. Tutto il materiale, auto compresa, è stato sequestrato mentre i due ragazzi sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per i reati di duplice rapina, tentata rapina e ricettazione. I due sono stati accompagnati alla casa circondariale, in attesa dell'udienza di convalida del fermo davanti al Gip. (ri.co.)