Arti marziali cinesi all'ABC
Il cinema cinese sta sempre più conquistando i mercati occidentali, seguendo la rotta tracciata dall'economia dello stesso paese. Fino a qualche anno fa, i film cinesi li vedevano soltanto i fortunati frequentatori di festival e rassegne, dove vincevano premi, ma poi non raggiungevano il nostro pubblico. Così quando Zhang Yimou nel 1991 con Lanterne rosse(Leone d'argento a Venezia), è arrivato nelle sale, ha rappresentato un'autentica sorpresa, mentre lo stesso regista aveva già al suo attivo diverse pellicole. Nel frattempo altri nomi si sono imposti in Occidente, soprattutto quello di Wong Kar Way, che soltanto nel 2000, grazie a In the Mood for Love, ha iniziato a essere conosciuto da noi, aprendo le porte ai successivi 2046e a La mano, episodio del collettivo Eros. Insieme a questi registi si sono affermate le loro attrici, bellissime, dai corpi sinuosi, lo sguardo sensuale e misterioso, dai nomi poetici di Gong Li, Maggie Cheung, Faye Wong e Zhang Ziyi. Quest'ultima è la protagonista di La foresta dei pugnali volanti(all'ABCinema) dove Zhang Yimou, dopo Hero, ripropone il genere "wuxia", cioè avventure di cappa e spada. Nel IX secolo, durante il declino della dinastia Tang, la setta dei Pugnali volanti ruba ai ricchi per dare ai poveri. Per sconfiggerla, l'imperatore si rivolge a due valorosi guerrieri, che per scoprire il nascondiglio dei nemici coinvolgono una splendida ballerina cieca (Shang Ziyi), che credono legata al capo dei rivoltosi. In realtà nessuno è quel che sembra o dice di essere, e un triangolo amoroso complicherà il loro piano. Com'è nella tradizione del popolare genere, hanno il sopravvento spettacolari sequenze coreografiche e acrobazie aeree di puro virtuosismo e di piacere visivo, in un trionfo di colori e ritmo, scontri con spade, lance, canne di bambù, pugnali guidati solo dal pensiero. Compresa una travolgente scena dove la protagonista riesce a lanciare le lunghe maniche dell'abito suonando a distanza addirittura cento tamburi nello stesso tempo.
Flavio Ruffatto