Alla Eaton investimenti ed esuberi
RIVAROLO. Lo stabilimento Eaton cambia pelle. Il piano industriale presentato giovedì mattina dai responsabili dell'azienda ai sindacati metalmeccanici annuncia che sarà in grado di recuperare in competitività e tecnologia. Sono previsti, in due anni, investimenti per 4 milioni e mezzo di euro e ottantacinque esuberi. Al personale eccedente spettano due anni di cassa integrazione straordinaria e mobilità volontaria incentivata per chi vuole cambiare lavoro o ha (o raggiunge) i requisiti per la pensione. Qualcuno potrebbe essere ricollocato anche nelle altre realtà Eaton.
La cassa integrazione straordinaria dovrebbe cominciare il 14 febbraio. Per questo azienda e sindacato si sono lasciati, giovedì, con un calendario di incontri di approfondimento. Giovedì prossimo, 3 febbraio, ci si siederà nuovamente al tavolo dell'Amma, mentre il 10 febbraio è già fissato l'appuntamento in Regione, passaggio necessario nelle procedure che prevedono cassa integrazione straordinaria.
Questa mattina, invece, i funzionari di Fim, Fiom e Uilm si confronteranno con i lavoratori nelle assemblee e, in tarda mattinata, una delegazione incontrerà il sindaco Fabrizio Bertot.
Nei piani dell'azienda, alla fine del processo di riorganizzazione, lo stabilimento di Rivarolo sarà composto di duecentotrentacinque dipendenti. La riorganizzazione tocca il settore produttivo riducendo consistentemente il numero degli occupati e dimezzando il numero delle valvole da produrre che passerebbero da quattro a due milioni. La tecnologia legata alle produzioni sarebbe incrementata così come il settore legato allo studio ed ai prototipi. Dei quattro milioni e mezzo di euro da investire, due milioni riguardano i macchinari, 400mila euro la formazione e una cifra consistente sarà dedicata ad interventi edilizi nella struttura.
Diverse, per il momento, le valutazioni delle organizzazioni sindacali. Vito Bianchino, Fim, sottolinea che un accordo è possibile anche se, all'appello, mancano ancora alcuni dettagli. «E' molto importante - osserva - che si trovi un'intesa e che anche il sindacato possa condividere il piano che, mese dopo mese, dovrà essere portato avanti per evitare allo stabilimento di Rivarolo un declino inesorabile». E aggiunge: «La possibilità di rotazione sulla cassa, di ricollocazione dei lavoratori alla fine del percorso e gli investimenti sono elementi importanti e da approfondire».
Alberto Mancino, segretario Uilm, mostra invece un atteggiamento di estrema prudenza: «Da come ci è stato spiegato, quel piano industriale è debole. Non mancano solo dettagli, ma garanzie precise su investimenti e ricollocazione degli addetti. Nei prossimi incontri c'è da fare molto di più di un approfondimento. Per quanto mi riguarda è sovrano il confronto con i lavoratori».