Andar per vigne nella Pedanea
PARELLA. Certo non sarà più come quando «la vendemmia durava più giorni e si mangiava nelle vigne. Si portava proprio tutto, nella cavagna della vendemmia: piatti, posate... a casa restava una che faceva la cuoca, preparava l'arrosto con le patate, poi il salame, i tomini. Come suonava mezzogiorno partiva con la cavagna e andava nella vigna». Eppure il rituale legato alla raccolta dell'uva, all'alba del Terzo Millennio in Pedanea conserva ancora il suo fascino.
È un legame tuttora molto forte, quello che accomuna la gente della Pedanea alle vigne di queste colline: qui la viticoltura ha costituito da sempre la base per l'identità culturale di un territorio, ottimamente evidenziato dalla pubblicazione Andar per vigne - Storia e testimonianza della viticoltura in Pedanea, presentata recentemente nel salone del Castello di Parella.
Insieme con la coautrice Jose Ragona, ne hanno parlato lo studioso di storia locale Gino Vernetto, il tecnico Giancarlo Pelizza, il presidente di ‘Turismo Torino' Livio Besso Cordero e il direttore della ‘Fondazione del Circuito teatrale piemontese Giacomo Bottino. Tutti i relatori hanno sottolineato i non pochi pregi del volumetto, frutto del lavoro dell'Associazione Culturale Pedaneus, che già qualche anno fa aveva dato alle stampe una pubblicazione analoga, dalle connotazioni più spiccatamente turistiche, dedicata alle peculità storico-paesaggistiche di Colleretto Giacosa, Loranzé, Parella, Quagliuzzo e Strambinello.
D'obbligo, quindi, ricordare i nomi dei componenti dell'associazione in questione: Ezio Amprimo, Sandra Biava, Agata Costa, Nicoletta Jonghi, Martino Corna, Ines Longo, Jose Ragona, Romana Massoglia, Sergio Pertile e Rosanna Sperlongaro. È stato infatti grazie a un proficuo lavoro di squadra che ha potuto vedere la luce Andar per vigne, che in 110 pagine traccia un esauriente quadro della viticoltura nelle colline della Pedanea, a partire dal Cinquecento, secolo a cui risalgono le prime tracce scritte sull'esistenza delle cantine in uno dei castelli della zona.
Il volume è suddiviso in due parti: nella prima vengono esposti i risultati delle ricerche effettuate su testi di importanti studiosi e storici canavesani, nonché frutto della consultazione di archivi comunali e privati. Nella seconda viene invece dato ampio spazio a una serie di testimonianze di viticoltori e loro familiari, indispensabili per meglio comprendere l'importanza che ha avuto in queste contrade il rapporto con la vite.
Corredano i testi numerose illustrazioni, comprese suggestive foto d'epoca, ma anche documenti d'archivio, come le curiose etichette dell'Erbaluce Passito prodotto dal Castello di Lorenzé (Parella - Ivrea), i diplomi meritati dal cavalier Ignazio Peona all'Esposizione di Torino del 1898, oppure ancora una lettera di Giuseppe Giacosa al Conte di Parella.
Tiziano Passera