«A decidere è Ivrea»
PAVONE.Per la minoranza non ci sono dubbi: la scelta del depuratore ha fatto imboccare la via, senza ritorno, del degrado. Se il pericolo della discarica è stato sventato, «ripetitori telefonici e depuratore sembrano aver trovato a Pavone un luogo ideale dove sorgere indisturbati».
Caustica e tagliante, Irene Ferrero, capogruppo di Nuove Energie, boccia su tutta la linea le scelte dell'amministrazione comunale che hanno portato alla candidatura di Pavone ad ospitare l'impianto consortile. «Di questa scelta scellerata - dice Ferrero - ringrazieranno gli altri tredici comuni del circondario che qui scaricheranno le loro acque. Soprattutto ringrazierà Ivrea che, ormai, comanda a bacchetta l'amministrazione di Pavone. Il sindaco Grijuela non ha mai preso in considerazione di ospitare il depuratore nell'area di San Bernardo. Due mesi fa, ad una riunione da noi espressamente voluta, il sindaco di Ivrea si meravigliò molto che il nostro consiglio non avesse ancora deliberato in merito all'impianto. Detto fatto. Ivrea ordina e Pavone, obbediente, esegue».
Irene Ferrero teme che la scelta del depuratore porterà molti cittadini, soprattutto quelli della zona sud, ad andare via dal paese per spostarsi in qualche zona più salubre. Ma il peggio, secondo Ferrero, deve ancora venire.
«Ivrea sta alacremente lavorando per installare sul proprio territorio, al confine con quello di Pavone, un grande inceneritore per poter risolvere oltre al problema dei rifiuti di mezzo Canavese, anche il proprio conto economico. A questo punto - conclude il capogruppo di Nuove Energie - parlare di degrado per Pavone è dire poco». (vi.io.)