Ecco contrari e favorevoli
IVREA.E' una ridda di voci, un coro di proteste, per lo più indignate, che si abbattono sulla decisione presa dall'insegnate Maria Neri di togliere il crocifisso dalla sua aula. Luca Volontè, presidente del gruppo Udc alla Camera, parla di «un grave atto di intolleranza da chi è predisposto all'educazione delle nuove generazioni». «Questa insegnate - osserva Volonté - non sa o non vuole riconoscere il valore della tradizione cristiana nel nostro paese. Il suo gesto non può passare sotto silenzio». Agostino Ghiglia, deputato di An, rileva: «I maggiori problemi alla presenza del crocifisso non sono sollevati da studenti che professano altre fedi - dichiara l'esponente di An - ma da insegnanti che vogliono imporre un laicismo forzato che non ha fondamento nella coscienza collettiva degli italiani».
A schierarsi al fianco di Maria Neri è l'esponente radicale Silvio Viale: «Il crocifisso non è un simbolo di tutti. Come la cultura cattolica, non è la cultura di tutti». «È una questione di civiltà - aggiunge Vitale - non si risponde al capo coperto delle ragazze musulmane con il crocifisso ostentato sul muso: i musulmani come gli ebrei o i valdesi, non centrano. Siamo noi laici o credenti, cresciuti nella cultura cattolica, che dobbiamo difendere il valore della laicità delle istituzioni, di fronte all'intolleranza dell'integralismo».