Indagati venti medici
IVREA. Venti medici di famiglia canavesani sono finiti nei guai: l'accusa a loro carico è di aver ricevuto poco più di duecentocinquanta euro a testa al fine di agevolare la vendita di un medicinale. Si tratta di un antibiotico ampiamente utilizzato da moltissime persone. Il suo nome è "Levofloxacin" ed è prodotto dalla multinazionale farmaceutica Glaxosmithkline.
L'ipotesi di reato a carico dei medici, sentiti nei giorni scorsi dal procuratore capo Giorgio Vitari, è di aver effettuato comparaggio, punito con una legge che risale al 1934. Secondo gli inquirenti, i medici sarebbero stati incentivati a promuovere quel medicinale in cambio di somme di denaro, contravvenendo così alla legge. Molti tra i medici indagati si sono avvalsi, davanti al pubblico ministero, della facoltà di non rispondere. L'inchiesta è partita da Verona, dove sono stati controllati i bilanci della Glaxo, e coinvolge ora varie procure italiane. Su tutta la penisola, i medici indagati sono più di duemila. (A pagina 3)