Giocano gli eredi dei maestri del basket
IVREA. "Canestri senza Reti" è un torneo particolare, in cui quello che succede fuori dal campo ha un'importanza forse superiore rispetto a quello che accade sul rettangolo di gioco. Ma questo non vuole assolutamente dire che le partite non siano seguite con attenzione o che gli aspetti tecnici siano relegati in secondo piano, anzi: proprio la presenza massiccia di squadre della ex-Jugoslavia.
Regione in cui la pallacanestro è lo sport per eccellenza, conferisce da questo punto di vista uno spessore notevole alla manifestazione.
Non è un caso se tutte e quattro le edizioni di "Canestri senza Reti" finora disputate siano sempre andate a formazioni serbe, i maestri di basket in Europa e i campioni del mondo in carica: non solo infatti i vari Kolonac Kragujevac, Fmp Zeleznik Belgrado e Mladost Cacak (dalla città dei canestri, un vivaio che ha tirato fuori parecchi giocatori di alto livello, ultimo dei quali Marko Marinovic, classe 1983 e autore di 37 punti al debutto in ULEB Cup) hanno mostrato spesso un'organizzazione di gioco decisamente superiore alle squadre nostrane, ma hanno anche messo in luce sui campi eporediesi in gennaio o su quelli di oltre adriatico in maggio (durante il "secondo tempo" del torneo, quello di Kragujevac, cui partecipa regolarmente la Lettera 22) talenti che figurano già nelle rose delle prime squadre con un ruoli da protagonista nonostante la loro ancora giovanissima età, Nemanja Aleksandrov su tutti (classe 1987, 2.09, stella del Reflex Belgrado e della nazionale juniores, secondo gli addetti ai lavori possibile prima scelta assoluta al draft NBA del 2005).
L'Italia non è stata a guardare quanto a buoni giocatori e negli anni ha potuto sfoggiare sul parquet del Cena, curiosamente tutti con la maglia della Pielle Matera, gli'87 Vito De Bartolo e Nunzio Cotrufo (oggi alla Scavolini Pesaro) e l'89 Vincenzo De Bartolo (adesso ai campioni d'Italia della Montepaschi Siena), cui bisogna aggiungere l'eporediese Luca Tardito (1989, l'anno scorso a Montecatini, questa stagione a Biella): tutti membri delle nazionali di categoria. Grazie a "Canestri senza Reti" inoltre è nata un'amicizia e una collaborazione tra la Lettera 22 e Bogoljub "Boci" Djuric, allenatore di Kragujevac alla prima edizione del torneo con 36 presenze nella nazionale jugoslava ai tempi di Drazen Petrovic.
Sono questi i giorni in cui il basket è, soprattutto, amicizia e solidarietà. Ma sono anche giorni in cui sui parquet di Ivrea e montalto si possono ammirare giocatori dalle elevate qualità tecniche che in un futuro non lontano saranno grandi protagonisti.
Mauro Celani