Vorremmo giocare con dei ragazzi italiani
IVREA. "Canestri senza Reti" è un torneo di pallacanestro unico nel suo genere per gli obiettivi che ha al centro dalla nascita, cioè la solidarietà (offrendo ai ragazzi la possibilità di allontanarsi per qualche giorno dalla difficile situazione balcanica), l'invito al dialogo, lo stimolo alla conoscenza reciproca e approfondita di realtà e culture molto diverse: tutto questo attraverso gli incontri e gli scontri sul campo.
Ma soprattutto attraverso le uscite in gruppo, attraverso la permanenza in famiglia dei giovani, attraverso le feste, attraverso gli scambi musicali ed eno-gastronomici, attraverso le lunghe chiacchierate che spingono gli allenatori e i ragazzi a desiderare un loro ritorno. Tutto ha inizio nel non lontano anno 2000. Da Ivrea il Comitato di Solidarietà e la Coop.Alce Rosso organizzano un viaggio in Serbia con lo scopo umanitario di dare sostegno a una popolazione duramente colpita dalla "guerra umanitaria" di pochi mesi prima: obiettivo Kragujevac, la terza città del paese per popolazione, sede dell'importante industria automobilistica Zastava e per questo oggetto di assidui bombardamenti. Agli eporediesi in terra balcanica i giovani componenti di una squadra di basket locale avanzano una semplice richiesta: "Vorremmo giocare con dei ragazzi italiani..." Richiesta accolta e trasformata in realtà. Quella che inizialmente doveva essere una semplice amichevole diventa un vero e proprio torneo a 8 squadre, organizzato dalla AS Lettera 22 e basato interamente su lavoro volontario: è la prima edizione di "Canestri senza Reti" e si tiene a Ivrea dal 2 al 5 gennaio 2001; a disputarsi la finale, uno dei momenti in assoluto più emozionanti di tutta la storia della manifestazione, le uniche due formazioni provenienti da oltre Adriatico, il Klub Velez Mostar (dalla città bosniaca simbolo di tutti i recenti conflitti jugoslavi) e il KK Kolonac Kragujevac (il club serbo da cui ha avuto origine il tutto). Nel maggio 2001 i giovani eporediesi vengono poi invitati a Kragujevac a disputare il torneo locale, considerato da partecipanti e organizzatori la continuazione naturale di "Canestri senza Reti". Da allora i due tornei sono cresciuti e sono diventati appuntamenti fissi: a Ivrea le partite hanno sempre molto pubblico (il Cena è sempre esaurito durante le finali), il numero di squadre partecipanti è aumentato arrivando a coinvolgere quasi tutti i paesi della ex-Jugoslavia, grazie al contributo di Intercultura i ragazzi vengono ospitati dall'edizione scorsa presso le disponibilissime famiglie della zona, sono stati introdotte nel programma novità fondamentali quali l'All Star Game e la festa presso l'Ostello Salesiano; in Serbia gli inviti sono stati estesi oltre i confini nazionali e vedono ormai la regolare presenza di formazioni bosniache e macedoni, evento inimmaginabile solo un paio di anni fa. (ma.ce.)