Preziosi recita Shakespeare

A l teatro Giacosa, martedì 14 e mercoledì 15, inizio alle 21, va in scena ‘Re Lear' di William Shakespeare (traduzione di Agostino Lombardo) con Roberto Herlitzka, Daniela Giovanetti, Luca Lazzareschi, Alessandro Preziosi, Giorgia Lanza, Rossana Mortara, Osvaldo Ruggieri.
La produzione è del Teatro stabile del Friuli-Venezia Giulia, Compagnia Mario Chiocchio. Regia di Antonio Calenda.
"Dobbiamo accettare il peso di questo tempo triste. Dire ciò che sentiamo e non ciò che conviene dire". E' con il dolente invito di Edgard che si chiude Re Lear, l'opera in cui Shakespeare - nel 1605-1606 - profila il sovvertimento dell'ordine degli affetti, il capovolgimento di ogni valore costituito, tratteggiando un mondo in cui il più saggio è il folle.
Un mondo molto, addirittura troppo simile al nostro. Cieco di fronte alla realtà, rassegnato alla perdita dei valori, incline a giustificare guerre, violenze, disonestà mascherandosi dietro ipocrisie e parole vuote, il nostro tempo ricorda in modo inquietante quello di Re Lear. Il dramma di allora è lo stesso di oggi: la distanza tra sentimenti e parole, lo scontro tra ciò che diciamo per convenienza e ciò che di più vero si agita in noi. Il dramma di Shakespeare è dunque una testimonianza della nascita dell'uomo moderno, ma anche una limpida metafora di tutta la condizione umana, così tragica e intessuta di illusioni.
Ma nella parabola del re che passa dai fasti alla miseria, dall'energia della maturità alla rovina della vecchiaia, dal rispetto di tutti alla tremenda solitudine, accecato, maledetto dal suo stesso sangue e perseguitato dai suoi spettri, si intravede in controluce pur sempre un uomo. Un uomo che da quel male affiora, un essere capace di superare la sofferenza, di crearsi un destino, di non essere vittima della storia ma di modificarla. E dall'oscurità emerge anche una donna, Cordelia, capace di riempire le parole di quel senso autentico che viene dalla moralità del cuore.
C'è dunque in Re Lear il riconoscimento dei fondamentali valori che possono dare un senso e una ragione alla vita, la capacità di vivere e morire con la consapevolezza che l'esistenza non è il gioco capriccioso del destino, e neppure il "grande palcoscenico di pazzi" evocato da Lear, ma un faticoso cammino verso una verità che, sebbene tutto cerchi di allontanarci da essa, esiste e può essere conquistata.
Biglietti: I Settore, 23,00 euro; II settore, 12,00 euro. Per informazioni, Il Contato del Canavese (0125/641161).