Si ‘sgonfia' la storia dei giovani albanesi
IVREA.Cinque ragazzi di origine albanese alla sbarra, accusati di aver aggredito un diciottenne con calci e pugni per rapinarlo del telefonino e del portafogli. In aula, durante il processo per direttissima, la vicenda si è molto ridimensionata.
Nel corso della sua deposizione, la parte offesa, Mohammad S., operaio edile dell'Afghanistan, è caduto più volte in contraddizione rispetto a quanto dichiarato in un primo momento ai carabinieri.
Il pm Lorenzo Fornace è stato costretto a derubricare la rapina in furto. I fatti risalgono alla notte tra sabato 7 e domenica 8 novembre, quando il giovane afgano incontra un suo ex collega in compagnia di un gruppo di amici e rispettive fidanzate. Pochi minuti di conversazione e, quando il ragazzo volta le spalle alla comitiva per andare via, è colpito violentemente alla schiena. E poi ancora calci e pugni fino a crollare a terra dolorante (dieci giorni di prognosi). Alla pattuglia dei carabinieri, la vittima fornisce nomi e descrizioni che consentono agli inquirenti di risalire e rintracciare la comitiva di albanesi. In manette finiscono Alfons Nano, 19 anni, Fejzi Nano, di 37, Ilir Almuca, 23, Fatjon Nelai, 18 e Arben Begolli, 23 anni. In tutto dodici giorni di carcerazione preventiva. Un sesto albanese, diciassettenne, viene denunciato al Tribunale dei minori.
Lunedì mattina la sentenza del collegio giudicante presieduto da Antonio Tiseo. Fejzi Nano e Fatjon Nelai sono assolti. Alfons Nano è condannato a 4 mesi per la sola accusa di furto aggravato (il pm ne aveva chiesti 8). Arben Begolli viene assolto per il furto e condannato a 30 giorni di permanenza domiciliare per le lesioni. I quattro erano difesi dagli avvocati Paolo e Massimo Campanale. Ilir Almucca, difeso dall'avvocato Sara Rore Lazzaro, è stato condannato solo per le lesioni a trenta giorni di detenzione domiciliare e assolto dall'accusa di furto. (vi.io)