Le campagne per il no Il dissenso è politica
IVREA.Il gioco di parole spiega tutto. Il motto è uno solo ovvero «caccia il cacciatore». Per ora gli aderenti sono on line e, all'inizio di novembre, si sono dati appuntamento a Torino per parlare della loro attività e promuovere campagne di sensibilizzazione per far conoscere tutto ciò che si può fare per limitare il raggio di azione dei cacciatori. Ma chi sono? «Non siamo un'associazione, ma un'iniziativa. Pertanto non chiediamo denaro ma partecipazione diretta alle campagne informative». Lo scopo di Caccia il cacciatore (on line, il sito è www.cacciailcacciatore.org) è quello di far incontrare i cittadini che sono contrari alla caccia. A tutti è chiesta anche una cosa semplicissima: «Compiere un atto di volontà e renderlo palese ai politici. In altre parole significa rifiutarsi di votare per quei politici, sia a livello locale che nazionale, che non abbiano inserito nel loro programma elettorale la messa fuori legge della caccia». Argomento sensibile, specialmente di questi tempi. In consiglio regionale, ad esempio, dovrà essere discusso il disegno di legge che modifica la legge sulla caccia dopo che il rinvio disposto dall'assemblea lo scorso 14 novembre. Il rinvio era stato richiesto con forza dalle associazioni ambientaliste ed anticaccia. Motivo? «In Parlamento è in discussione una proposta di riforma che potrebbe costringere il consiglio regionala a rivedere l'intero impianto della legge», spiega Giovanni Pallotti, coordinatore regionale dell'Enpa. Le modifiche che avrebbero dovuto essere discusse in consiglio regionale avevano suscitato critiche. Tra queste: aumento delle specie cacciabili introducendo la ghiandaia e la gallinella d'acqua, aumento delle giornate di caccia e introduzione della caccia con l'arco.