Assopredil critica l'amministrazione

IVREA. Le aree edificabili e l'imposta comunale sugli immobili sono importanti questioni trattate di recente, in un incontro pubblico, dall'Assopredil di Ivrea. Su questi temi è stato pure stilato un documento, che ha lo scopo di chiarire, citando le varie leggi e le sentenze della Cassazione, la posizione del Comune di Ivrea. Una posizione che vale la pena di illustrare nei dettagli poichè è stata oggetto di non poche perplessità da parte di coloro che ne sono proprietari.
Per l'amministrazione eporediese, le aree considerate a destinazione edificatoria, inizialmente dal Progetto Preliminare di Piano Regolatore (adottato nel dicembre 2002) e poi dal Progetto Definitivo, approvato il 26 aprile di quest'anno dal consiglio comunale ma non ancora dalla Regione, devono essere assoggettate ad Ici sulla base del loro valore venale corrente sul mercato e non più sul valore catastale. I nuovi valori medi delle aree edificabili, suddivise per zone territoriali, sono stati approvati dal consiglio comunale nel maggio scorso.
Compiuta questa operazione nel giugno gli uffici preposti hanno inviato una lettera ai contribuenti interessati (cioè ai proprietari di aree edificabili) per informarli che, per il 2004 e per gli anni successivi sarebbe stato obbligatorio corrispondere l'Ici facendo riferimento alla valutazione di mercato, deliberata appunto nel maggio scorso.
Secondo l'Assopredil il Comune di Ivrea avrebbe dovuto essere più prudente e tenere conto maggiormente dei contribuenti. Nel suo documento rimarca infatti: "La semplice adozione del Progetto di Piano da parte del Comune può far incrementare la valutazione di libero mercato delle aree alle quali il medesimo attribuisce la destinazione edificatoria. Non è però ammissibile costringere i contribuenti a versare le imposte su tali superiori valori: sussiste infatti in quel momento una mera aspettativa di futura edificabilità, che potrà anche venire meno, in mancanza dell'approvazione da parte della Regione. Solo l'approvazione regionale conferirà con certezza ai fondi la destinazione edificatoria, in quanto solo in quel momento il Piano Regolatore avrà efficacia giuridica e quindi solo da quel momento il pagamento dell'imposta potrà essere legittimamente preteso sulla base del valore venale delle aree, divenute definitivamente edificabili".
L'Assopredil critica pure la scelta del Comune relativa alla determinazione dei valori medi delle aree edificabili. "Nelle comunicazioni inviate ai contribuenti nel giugno scorso - si precisa nel documento - il Comune ha fatto intendere che i valori determinati dal consiglio comunale fossero vincolanti, di conseguenza il contribuente avrebbe dovuto necessariamente commisurare l'Ici ai medesimi, senza possibilità di deroga. L'Ente Locale ha poi omesso di precisare che i valori determinati dal consiglio sono in realtà minimi, dichiarando i quali il contribuente eviterà l'accertamento da parte del Comune, salva la possibilità di commisurare l'imposta a valori inferiori. Il metodo adottato dall'amministrazione per la determinazione dei valori medi delle aree edificabili non è contemplato dalla legge istitutiva dell'Ici. Per talune categorie di aree edificabili sono stati determinati valori medi esageratamente elevati rispetto alla realtà del mercato. Ciò è ancora più eclatante in relazione ai terreni considerati edificabili nel progetto adottato dal comune, i quali, allo stato attuale, non sono di fatto suscettibili di effettiva utilizzazione edificatoria, sino all'approvazione definitiva da parte dell'organo regionale. Così facendo l'amministrazione non solo ha dimostrato una certa scorrettezza nei confronti dei contribuenti, non informandoli in modo compiuto, ma ha anche disconosciuto lo spirito della norma».