Mozione di sfiducia bocciata
CHIVASSO.Mozione di sfiducia bocciata per 11 a 9. Come era ampiamente previsto, il consiglio comunale di giovedì 18 novembre non ha riservato sorprese e la discussione del documento che avrebbe potuto rimettere il mandato del primo cittadino si è risolta con un nulla di fatto. Gli stessi esponenti della minoranza ne erano perfettamente consapevoli («Può darsi che la mozione non passi, ma l'amministrazione Fluttero continuerà ad essere una piccola amministrazione», ha dichiarato Dutto) e, pur contestando l'operato nel sindaco con interventi che andavano a colpire diversi aspetti delle scelte amministrative, non hanno insistito più dello stretto necessario e hanno consentito che la pratica venisse liquidata in meno di due ore. A "uscirne meglio" forse è stato proprio il sindaco che, per sua stessa ammissione, si è fatta una bella promozione, elencando tutte le opere realizzate e in via di realizzazione.
Le argomentazioni della minoranza sono state presentate da Alfonso Lorenzano, Frediano Dutto, Ferruccio Rosso, Enrico Brustolon e Michele Scinica. Hanno ripercorso gli ultimi travagliati mesi di amministrazione dal famoso 18 giugno, data di presentazione delle dimissioni di massa, ma sono tornati anche più indietro nel tempo, alle elezioni del 2002 e alle successive migrazioni di non pochi consiglieri all'interno dei diversi partiti del centrodestra.
Le critiche principali riguardavano la mancanza di coesione all'interno della Casa delle Libertà e la «gestione a scopo propagandistico dell'attività amministrativa del sindaco», come sottolineato da Brustolon (Ds) che ha elencato alcune iniziative di "Autopromozione di Fluttero e di An". «Ci dispiace, ma la frase "sarò il sindaco di tutti" nel suo caso non può essere usata», ha commentato.
«Signor sindaco, i suoi predecessori avevano seminato e ora cogliamo qualche frutto. La Casa delle Libertà ha puntato sul mattone, probabilmente vuole fare diventare Chivasso un dormitorio di lusso. I Chivassesi si meritano di più di quello che hanno avuto sinora. Mettetevi da parte e lasciate altri operare. Il vostro tempo è concluso», ha aggiunto Rosso (Margherita). Molto duro anche Vincenzo Marino (Udc): «Non apprezziamo né il metodo né le priorità della vostra maggioranza. Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire e di chi finge di non capire».
Più numerosi del solito sono stati anche gli interventi della maggioranza espressasi per voce di Aldo Colosimo, che ha rimarcato la posizione chiara e ferma di Forza Italia («C'è tutta la volontà di proseguire con il massimo impegno»), di Salvatore Marino, di Adriano Perrone (entrambi An) e di Demetrio Modafferi (Fi), particolarmente indispettito dall'intervento di Michele Scinica (Prc).
Al sindaco non è restato che fare una ricognizione sulle opere realizzate, riprendendo una similitudine di Rosso che parlava di "nervi scoperti in maggioranza e in minoranza", evidenziati dagli ultimi dibattiti amministrativi: «Questo nervo scoperto farà anche brutte figure ma ha la sua sostanza...». (s.a.)