S'indaga sull'ipotesi di reato per truffa
IVREA. Tre avvisi di garanzia per il «caso Forum». Destinatari della comunicazione giudiziaria sono l'attuale presidente del consorzio, Mario Adorni, il ‘vecchio' presidente Gianfranco Eddone e Daniela Cappelletti, direttore della struttura.
Nel mirino delle indagini, coordinate dal pubblico ministero Antonio Bartolozzi, c'è il progetto «Web City 2000». L'ipotesi di reato è truffa. Nei giorni scorsi, il pm ha ordinato alla polizia giudiziaria di procedere con le perquisizioni all'interno di aziende e studi di consulenza che, in quel periodo, avevano avuto rapporti con il consorzio. Sono stati acquisiti registri presenze, libri matricole, certificati e denunce su infortuni del lavoro, buste paga e documentazione relativa a permessi e aspettative. Il tutto, per controllare la presenza dei corsisti delle otto imprese che avevano aderito al progetto «Web City 2000». Ora toccherà a un consulente nominato dalla Procura esaminare e comparare i registri per fare chiarezza su come si sono svolti i corsi di formazione legati a «Web City 2000».
I corsi del progetto, molto complesso, erano stati tenuti nei locali sia di Forum che all'interno delle stesse aziende da docenti legati al consozio da rapporti di consulenza. Le irregolarità sarebbero limitate, comunque, a quattro o cinque aziende. Lì, i corsisti-lavoratori sarebbero risultati a volte presenti alle lezioni mentre invece erano in ferie o comunque non presenti in azienda. A riscontrare per primi le irregolarità erano stati gli ispettori inviati dal ministero del Lavoro. Nella loro relazione, utilizzata come punto di partenza per l'inchiesta della magistratura, si faceva riferimento appunto a delle mancate presenze ai corsi organizzati da Forum e dalle aziende per «Web City 2000», progetto finanziato con denaro pubblico per un milione e trecentomila euro. Per questo, il ministero ora pretende la restituzione di quel denaro.
Gli indagati, da parte loro, si dichiarano tranquilli. Anzi, dicono in generale che, proprio perchè la magistratura sta effettuando i controlli, sono certi che sarà chiarita al più presto la situazione di «Web City 2000». Il progetto, selezionato dal ministero a livello nazionale, prevedeva un protocollo di intesa molto articolato fra aziende partecipanti all'iniziativa e Forum dove si indicavano le modalità di gestione. Per Forum, le discrepanze dei registri, sarebbero dovute unicamente a «errori materiali». Ma i corsi, ci tengono a precisare gli indagati, si sono svolti regolarmente. Alcune tra le aziende coinvolte nel progetto, al termine del percorso formativo hanno ottenuto certificazioni di qualità. L'inchiesta, comunque, è solo ai primi passi. Gli inquirenti dovranno appunto far luce sulle responsabilità non solo di gestione del progetto, ma anche sugli aspetti organizzativi e della sua relizzazione.
Intanto, per Forum, si avvicina un traguardo. Mercoledì 24, alle ore 18, si riunirà l'assemblea dei soci per decidere se approvare o bocciare l'unica proposta di acquisto, pervenuta finora, inoltrata dall'azienda torinese Csea. Mercoledì il sindaco Grijuela, si farà nuovamente portavoce dell'intero consiglio comunale, i cui capigruppo più volte hanno espresso il forte desiderio di salvare un'azienda che da oltre vent'anni garantisce la formazione professionale sul territorio. Il sindaco offrirà la disponibilità dell'amministrazione a recuperare Forum, mettendo a disposizione 400 mila euro per ricapitalizzare il Consorzio e per coprire una parte della cifra, che ammonta a un milione di euro, da restituire al ministero del Lavoro. Se la maggioranza dei soci accetterà la proposta di Csea, Forum non fallirà.
L'azienda ha espresso l'intenzione di risanare il Consorzio, investendo 800mila euro, con accantonamento di una parte di questa cifra per pagare appunto "il debito" al ministero. Mercoledì i soci dovranno esprimere inoltre la loro disponibilità a una ricapitalizzazione del Consorzio, nel caso questo fosse acquistato appunto da Csea. Se questa linea non passerà a Forum non resta che la via del fallimento. Sono contro questa seconda soluzione non solo il comune di Ivrea ma i quarantacinque lavoratori di Forum e tutti i fornitori.
L'assessore alla Formazione professionale, Salvatore Rao, del Prc, si oppone al fallimento perché «se mai si dovesse arrivare a questa tragica soluzione troppe persone si troveranno a dover sopportare conseguenze che vanno a influenzare l'intero territorio. E se mai si dovessero portare i libri contabili in Tribunale auspico che il comune di Ivrea presenti una memoria dettagliata sulla vicenda».
Hanno collaborato Vincenzo Iorio e Giuliana Airoldi