‘Le mie cinque Olimpiadi' Roberto D'Angelo racconta le sue emozioni

IVREA. E' stata, come ha esordito il presidente Silvana Cuzzotti, proprio ‘una serata in famiglia' quella dedicata a Roberto D'Angelo dal Panathlon Club Ivrea. Al ristorante dell'Hotel Gardenia di Romano con il campione di canoa e tecnico, presente a ben cinque olimpiadi, vi erano la moglie Silviana e i figli Nicola e Marta, collaboratori volontari alle recenti Olimpiadi di Atene.
Una serata in famiglia quindi, ma non solo, almeno per il cronista, che parte per incontrare un ‘vecchio' amico ma si trova poi davanti a se un uomo come Roberto D'Angelo diventato, come qualcuno ha sottolineato, anche un po' ‘filosofo', ed in grado di farti scoprire alcuni aspetti dello sport, più umani che tecnici. Roberto D'Angelo ha raccontato, o meglio, ripercorso, anche emotivamente, le diverse esperienze maturate in ben cinque partecipazioni olimpiche. La prima come atleta a Monaco 1972, le altre, dopo un intervallo di venti anni, nei ruoli più defilati ma fondamentali di tecnico: Barcellona '92 come supporto tecnico dell'oro olimpico Ferrazzi, Atlanta '96 come d.t. della nazionale italiana quindi, dopo la ‘rottura' con l'ambiente azzurro, Sidney 2000 al vertice tecnico della nazionale spagnola, ed Atene 2004 alla guida della giovane ed inesperta nazionale greca. «E' stata una esperienza bellissima quella di Atene - ha spiegato Roberto D'Angelo - se penso all'ingresso nello stadio mi viene ancora la pelle d'oca». Ma, oltre ai suoi ricordi Roberto D'Angelo si è soffermato sull'importanza di formare atleti in grado di riuscire a controllare meglio il loro corpo, sfruttando così ‘l'economicità e l'equilibrio corporeo' che li può portare all'apice dei risultati e del successo. I figli Nicola e Marta hanno spiegato di aver vissuto dall'interno ‘lo spirito olimpico' conoscendo atleti e persone di tutto il mondo. Uno spirito olimpico ed una sfida con se stesso che Roberto D'Angelo spera ancora di rivivere. «Spero che la mia storia di trent'anni non sia ancora finita - ha concluso - se mi saranno offerte altre opportunità non le lascerò cadere».
Sandro Ronchetti