Martinetto: «Mai ricevuto minacce»
FAVRIA. Potrebbe far ritorno a casa già nella mattina di oggi, lunedì 8 novembre, Adriano Martinetto, l'architetto di Favria vittima dello strano attentato compiuto ai suoi danni nella serata di martedì scorso. I medici dell'ospedale Mauriziano di Torino, dopo averlo sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per l'asportazione del dardo, descrivono le sue condizioni di salute come buone. "Un vero miracolo che il paziente sia ancora vivo", lasciano intendere, soprattutto se si considera che la freccia ha mancato il cuore di pochi centimetri.
Dal letto dell'ospedale torinese, Martinetto nei giorni scorsi ha risposto alle domande rivoltegli dai carabinieri. Agli inquirenti, che continuano ad indagare a 360 gradi, ha spiegato di non aver mai subito minacce, di non sapere chi possa avercela con lui. «E' incredibile che qualcuno abbia tentato di uccidermi - ha detto l'uomo con un filo di voce -. Sono un professionista serio e stimato che ha sempre lavorato onestamente».
Eppure martedì scorso, poco dopo le 20, in via Battisti, qualcuno ha scoccato quel dardo non per ferire, ma per uccidere. Di questo ne è sicuro lo stesso magistrato titolare delle indagini Lorenzo Fornace. «Lo hanno colpito alla schiena, in corrispondenza del cuore - dice il pubblico ministero -. Anche il tipo di freccia usata fa capire che la vittima dell'attentato doveva essere fatto fuori».
In paese, ormai non si parla d'altro. Tutti danno per scontato che l'episodio sia da collegare all'attività lavorativa di Adriano Martinetto. Quarantotto anni, sposato e padre di tre figli, l'architetto Martinetto vanta una lunga collaborazione con il Comune di Favria. Proprio recentemente stava lavorando al progetto per il recupero dell'ex casa di riposo che dovrebbe ospitare la biblioteca. All'indomani dei fatti lo stesso sindaco Serafino Ferrino aveva definito Martinetto come uno dei migliori costruttori della zona, avanzando l'ipotesi che possa aver "pestato i piedi" a qualcuno. Non è la prima volta che Favria si trova al centro di burrascose vicende legate all'edilizia. Negli anni 80, e non è certo un mistero, qualcuno aveva anche imbracciato i fucili per imporsi.
Sul movente dell'attentato, però, non c'è davvero nessuna certezza. Gli inquirenti non scartano al momento nessuna ipotesi, neanche quella di un folle con molta dimestichezza con le armi. Un uomo che si è appostato in via Battisti e che per puro caso ha scelto come vittima l'architetto Martinetto. «E' un fatto inquietante che lascia tutti esterrefatti - aggiunge il pm Lorenzo Fornace -. Stiamo lavorando alacremente per poter far luce su un episodio senza precedenti. Potrebbe essere un attentato legato agli affari del mondo dell'edilizia, oppure il gesto di un folle».
Gli stessi inquirenti, però, lasciano intendere che tra le due ipotesi potrebbe essercene una terza, legata magari alla vita privata della vittima. La malavita non usa balestre e dardi. I suoi metodi sono molto più spicci ed efficaci.