Il parere favorevole delle Soprintendenze

IVREA.«E' un progetto arioso che occuperà uno spazio grandioso». Così è stato definita dalle Soprintendenze competenti la cittadella della Cultura che costerà al Comune di Ivrea circa 20 miliardi di vecchie lire. L'amministrazione dispone già di una parte del denaro liquido che ha ereditato dalla signora Guelpa. Contribuiranno pure alla spesa la Regione Piemonte e la Compagnia San Paolo.
Già nel 2005 sarà abbattuto la vecchia caserma che, per tanti anni, ospitò l'istituto "Cena", ma la nuova Biblioteca potrà essere fruibile non prima del 2010. Secondo Grijuela a Ivrea si può realizzare una Cittadella della Cultura perché già a partire dal 1975 è iniziato un processo di recupero, proseguito negli anni e che ha salvato tanti edifici ora patrimonio dell'intera città e dei suoi residenti.
La "Cittadella", dunque, non è qualcosa di improvvisato e staccato da tutto il resto ma un pezzo di un puzzle che si incastra bene nel centro storico, lo migliorerà, rendendolo più vivo e fruibile.
Perchè questo progetto di recupero possa continuare e riuscire appieno è però indispensabile il contributo dei privati che, secondo Grijuela, molto si sono impegnati negli ultimi anni per migliorare l'immagine della città, sistemando le facciate delle loro case.
All'incontro per la presentazione del progetto della "Cittadella", Giuse Scalva(Beni Ambientali e al Paesaggio) dopo aver assicurato che l'edificio dell'ex "Cena" è privo di interesse storico e artistico, ha rimarcato che a Ivrea con la "Cittadella" si realizza un grande sogno.
Luisella Peirani(Beni Archeologici) ha invece sottolineato come il nuovo Piano Regolatore 2000 racchiuda la grande novità, costituita dalle norme di tutela che porterà a salvaguardare i beni finora rimasi "un po' sommersi" che altrimenti rischierebbero di andare perduti.
Peirani non esclude che durante gli scavi, per la realizzazione del deposito della Biblioteca, si possano trovare dei reperti archeologici ma ha pure garantito che questi non produrranno preoccupanti interruzioni dei lavori.
Ed è questa un'assicurazioe che tranquillizza gli amministratori e i cittadini memori di altre occasioni in cui l'intervento delle Soprintendenze non contribuì certo a sveltire opere di primaria importanza e costituì un intralcio per il loro completamento.