Addio Costantino, grande Podestà
IVREA. E' morto nel sonno, stroncato da un attacco cardiaco. Se n'è andato così, da solo e in silenzio, Costantino Garda. Avrebbe compiuto sessantanove anni la vigilia di Natale. Lo ha trovato venerdì mattina, intorno alle sette e mezza, Bruna Pacchiana, da tanti anni preziossima e affezionata collaboratrice di Costantino. Lui era morto nel suo letto, nella bella villa di via Lago Sirio.
Su, a villa Garda, sono saliti gli agenti del commissariato di polizia di Ivrea e il medico legale Stefano Ricciarelli, mentre la notizia della morte di Costantino si spargeva in un baleno in città.
Costantino, a Ivrea, lo conoscevano tutti e non solo perchè era appartenente ad una delle famiglie storiche della città. Costantino era un appassionato della storia e delle antiche tradizioni di Ivrea e del Canavese. Dalla sua ricca biblioteca estraeva sempre nuove notizie e nuovi spunti per rivivere la storia.
Ed è con quello spirito, insieme con un grandissimo amore per Ivrea, che per tanti anni (precisamente dal 1985 al 1994) ha vestito i panni del Podestà del Carnevale. In realtà, è sbagliato dire che Costantino indossava gli abiti del Podestà. Sarebbe meglio dire che Costantino, a Carnevale, recitava il Podestà, lo impersonava con il massimo vigore possibile.
La sua passione per la storia era contagiosa. Accanto a lui era nato e cresciuto un gruppo storico, una sorta di antica corte nobiliare di Ivrea. Il gruppo ha continuato a esistere anche dopo che il Consorzio non ha più scelto Costantino nel ruolo del Podestà. Non solo: con la Domus Potestatis Yporegiae Costantino ha continuato a rappresentare la storia di Ivrea in giro per l'Italia e l'Europa.
L'ultima sua avventura è l'unione di Ivrea e Spoleto nel nome del santo patrono, San Savino. Costantino e il suo gruppo erano stati a Spoleto, ricevuti con grandi onori e là avevano raccontato la storia e le leggende del santo.
I funerali di Costantino Garda si svolgono oggi, lunedì 1 novembre, alle ore 9 partendo dalla chiesa di San Lorenzo. Sarà tumulato nella tomba di famiglia al cimitero di Ivrea. (ri.co.)