Anche Cuceglio dice ‘no' alla discarica
CUCEGLIO. Il consiglio comunale di Cuceglio, all'unanimità, ha ribadito la tesi della "non idoneità", per l'area su cui il Consorzio Canavesano Ambiente (ex Società Canavesana Servizi) ha individuato uno dei siti per la nuova mega-discarica del bacino 17 (comprendente anche Ivrea e Caluso). La giunta guidata dal sindaco Cristina Badalotti ha confermato la posizione assunta negli ultimi mesi.
Il Comune di Cuceglio si allinea così alle posizioni dei vicini comuni di San Giorgio e San Giusto (dove sono state localizzate altre possibili sedi dell'impianto di stoccaggio).
La decisione presa all'unanimità dal consiglio comunale è suffragata dalle argomentazioni contenute nella perizia tecnica commissionata al geologo di fiducia Andrea Valente.
Quest'ultima, peraltro, era già stata inoltrata a Consorzio Canavesano Ambiente in occasione del "no" alla prosecuzione delle indagini (e rilievi tecnici) sul territorio cucegliese espressa nei mesi scorsi. Il Cca, che aveva sollecitato (tramite una recente circolare) i comuni interessati a rivedere la loro posizione, comunicando l'eventuale disponibilità ad accogliere l'impianto entro il 30 ottobre, incassa dunque l'ennesima battuta d'arresto: in particolare, riserve sono state espresse dal consiglio comunale anche proprio sui contenuti della suddetta missiva, che per Cuceglio proponeva un non specificato spostamento "a nord-est" del sito originariamente individuato.
«Lascia un po' perplessi - commenta il sindaco Cristina Badalotti - il fatto che il Consorzio abbia accennato ad uno "spostamento" del sito, senza fornire indicazioni precise: prendiamo atto dell'impegno del Cca, che garantisce l'impiego di tecniche innovative e di tutte le precauzioni del caso, ma le nostre eccezioni non riguardano tanto l'impianto di stoccaggio ed i suoi dettagli costruttivi, quanto piuttosto l'intera area e la sua vocazione».
Fausto Poli, capogruppo della coalizione minoritaria "Noi per Cuceglio", si associa: «Indicazioni vaghe - dice - e non surrogate da mappe o anche solo un adeguato carteggio...». Insomma, si riparte daccapo, e con un Basso Canavese più che mai compatto (almeno per ora) nella sua indisponibilità ad ospitare la nuova mega-discarica: che, al di là della mera competenza territoriale dei comuni interessati, si vorrebbe costruire in un'area che, già da parecchi anni, è stata destinata allo sviluppo terziario (vedi il polo di Telecittà) e turistico (col ventilato progetto di "parco" della collina morenica bassocanavesana).
s.s.