I giudici eporediesi in assemblea «Progetto di riforma da cambiare»
IVREA.Se ne parla da un paio d'anni ed è quasi un tormentone della politica. E' la riforma del sistema giudiziario che procede a rilento con l'opposizione dei giudici. Ieri, a Ivrea, i magistrati hanno tenuto, come in ogni parte d'Italia, un'assemblea. L'iniziativa proposta dall'Associazione Nazionale Magistrati consisteva nella sospensione - dalle 12 alle 13 - dell'attività per promuovere un'assemblea tra i giudici.
Gianluigi Morlini, segretario della sottosezione di Ivrea dell'Associazione Nazionale Magistrati e componente della giunta distrettuale, spiega la scelta e la linea tenuta dai giudici eporediesi. I magistrati, per evitare ulteriori disagi a testimoni, avvocati e per non contribuire ad altri rinvii di procedimenti, hanno scelto sì di tenere l'assemblea, ma di non sospendere l'attività. La discussione, pertanto, è stata posticipata al primo pomeriggio, quando l'attività della mattinata era già conclusa.
Insieme, però, i magistrati hanno valutato gli effetti del maxiemendamento proposto al Senato sulla questione della riforma dell'ordinamento giudiziario. E, dopo l'assemblea, la posizione dei magistrati di Ivrea si può riassumere così: «Pur dando atto che le modifiche proposte dal maxiemendamento sono, prese singolarmente, positive - dice Morlini - continuiamo a ribadire le nostre preoccupazioni pertanto, il nostro giudizio sulla riforma continua ad essere negativo».
I punti dolenti, come già più volte ribadito, sono principalmente tre. Il primo: la sostanziale separazione delle carriere sarà un vulnus per l'unitarietà della giurisdizione. Secondo: per i magistrati, il sistema di progressione delle carriere basato sui concorsi ha un effetto negativo perchè trasformerà il giudice in un operatore di giustizia che dedicherà tempo per la preparazione dei concorsi. Terzo: la magistratura vive con preoccupazione l'accentramento dell'iniziativa dell'esercizio dell'azione penale concentrato nella figura del procuratore capo, ovvero ventisei persone appena in tutta Italia.
Gianluigi Morlini aggiunge: «Secondo noi, il disegno di riforma dell'ordinamento della giustizia non va ad incidere in nessun modo su uno dei nodi fondamentali e cioè la lunghezza dei processi». L'ultima battuta del giudice Morlini è un augurio che, dopo oltre due anni, la politica recepisca le esigenze dei magistrati: «Attendiamo fiduciosi che il Senato faccia sì quei ritocchi, ma anche altri». (ri.co.)